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da SuperAbile 30 gennaio 2009 Integrazione scolastica, il 4 febbraio sarà pronto il documento del Cnel Continuità didattica, unica graduatoria per i docenti, formazione obbligatoria: le riforme per l'integrazione. Le proposte sono quelle delle associazioni che partecipano al tavolo sull'integrazione scolastica promosso dal Cnel. Il 50% degli insegnanti di sostegno è precario; il 75% degli alunni disabili ha problemi intellettivi
"Delle proposte che si stanno vagliando presso il tavolo sull'integrazione scolastica promosso dal Cnel, alcune sono risolvibili con provvedimenti ministeriali, altre con intese Stato-Regioni, altre ancora con accordi sindacali, e una piccola parte abbisogna di modifiche normative" spiega Nocera. Quali sono queste ultime? Innanzitutto "garantire la continuità didattica degli insegnanti di sostegno, che per circa il 50% non sono di ruolo e cambiano ogni anno: per tutti, per i disabili intellettivi in particolare, che sono il 75% di tutti gli studenti disabili inseriti nella scuola, è un dramma. Per questo noi proponiamo o la messa in ruolo dei docenti o incarichi almeno triennali". Altro punto da regolare riguarda il fatto che solo nelle scuole superiori i docenti di sostegno sono nominati "per aree disciplinari", e si crea contraddizione tra chi ha un alto punteggio ma si vede superato in graduatoria da chi appartiene ad aree più richieste. La proposta è di creare un'unica graduatoria. Punto terzo, occorre una norma che obblighi le università a formare tutti coloro che intendono entrare nella scuola, insegnanti e anche capi d'istituto e non solo gli insegnanti di sostegno, sui temi delle disabilità e dell'integrazione. Ciò per evitare in futuro la delega dei colleghi ai soli docenti di sostegno, che tra l'altro non coprono il totale delle ore scolastiche di uno studente disabile. "Attualmente, così, l'integrazione non si realizza, i ragazzi disabili sono emarginati, quando non c'è il sostegno spesso vengono tenuti fuori dall'aula coi bidelli; i genitori si rivolgono al giudice e ottengono più ore di sostegno ma è un cane che si morde la coda, va trovata una soluzione vera". "Lo Stato sta spendendo milioni di euro in corsi aggiornamento - prosegue Nocera - che sono frequentati da non più del 5-6% dei docenti curriculari: questo non cambia la scuola! Serve, certo nell'ambito della contrattazione collettiva, obbligatorietà anche per la tematica dell'integrazione". Infine, "serve far funzionare le norme che ci sono, e che sono disattese per mancanza di attenzione politica da parte di questo governo". (Elisabetta Proietti) |
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