
Dl precari, governo battuto alla Camera
di ma. ier. l'Unità, 3.10.2009
Dopo l'uscita di Tremonti sul "valore" del posto fisso era inevitabile la maretta sul dl precari, l'escamotage di governo che lascia senza stipendio tantissimi supplenti. E così è stato. L'aula della Camera ha respinto la richiesta del governo di accantonare il voto degli emendamenti al primo comma del decreto precari per riformulare una richiesta dell'opposizione.
A farsi portavoce della richiesta era stato il sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza. Ed è scontro in aula. poi la maggioranza si salva per un soffio.
Il presidente della commissione Lavoro Silvano Moffa ha chiesto un quarto d'ora di sospensione della seduta per avere il tempo di presentare una nuova versione del testo. Ma l'aula ha votato contro per 10 voti e dunque, ha annunciato il presidente Maurizio Lupi, si procederà al voto.
Il nodo è il passaggio per cui i contratti a tempo determinato per il conferimento di supplenze «non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianità utile ai fini restributivi prima dell'immissione in ruolo».
L'opposizione compatta - Pd, Idv e Udc - ha chiesto che quel «in alcun modo» scompaia dalla legge per evitare di creare un precedente pericoloso per tutti i settori. La mancata maturazione di anzianità, poi, per l'opposizione «è discriminatoria» visto che gli insegnanti di religione possono usufruirne.
Subito dopo è bagarre. Passati a votare l'articolo in esame, non appena il grande pannello luminoso si è acceso per la votazione, il presidente di turno Maurizio Lupi ha però dato la parola a due deputati della maggioranza. Per l'opposizione si è trattato di un escamotage per permettere a un gruppo di deputati del pdl e della Lga di rientrare in aula e poter partecipare alla votazione. Votazione che ha dato un esito positivo allla maggioranza e al governo per un solo voto.
L'aula ha bocciato due emendamenti al dl presentati dall'opposizione dopo che i deputati si erano espressi contro il rinvio del voto chiesto dal governo. Durissimo l'attacco del capogruppo del Pd Antonello Soro al presidente di turno Maurizio Lupi per come avrebbe condotto la seduta. «Fa trasparire le umane inclinazioni», ha detto, «lei ha fatto una cosa gravissima per quale il suo profilo di presidente della Camera è d'ora in avanti inaffidabile».
Lupi è stato criticato perchè avrebbe dato tempo a una deputata con il cappotto in mano, la leghista Carolina Lussana, di raggiungere lo scranno. Il capogruppo della Lega Roberto Cota ha subito preso le parti del presidente. «Premesso che il suo voto non sarebbe stato determinante», ha detto riferendosi alla collega di partito, «il presidente Lupi l'ha aspettata perchè la Lussana è incinta all'ottavo mese».
La toppa è parsa peggio del buco al Pd. «L'onorevole Lussana non deve farsi usare per fini politici», ha urlato Cinzia De Biasi, «io non considero la maternità una malattia. La Lussana ha una sua dignità. Vergognatevi di usare questo argomento».
A riportare la calma ci ha pensato Gianfranco Fini, salito sullo scranno della presidenza subito dopo Lupi, anche perchè ad assistere la seduta nel palco d'onore c'era il re Abdullah di Giordania. E su questo Fini ha scherzato: «La passione del dibattito italiano non ha nulla a che invidiare alla passione con cui in Giordania e in Medio Oriente si seguono quotidianamente le vicende della politica», ha detto.
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