

12 gennaio 2009
L'allarme precariato
17 dicembre 2008 - Assessorato Istruzione Diritto allo studio e Formazione Regione Lazio
Soppresse 35 dirigenze, istituiti 16 Centri provinciali di istruzione per adulti
Un fenome in piena implosione. I dati generali li dà la Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), a lanciare il pericolo per la scuola ci pensa l'associazione Diesse (www.diesse.org)
Per la Cgia di Mesre i precari alla fine del mese di settembre 2008 hanno raggiunto la quota di 2.812.700. Per l'associaizone il numero di lavoratori precari, negli ultimi 5 anni, è aumentato del 16,9%. Si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto il Sud, con una porzione ampia di lavoratori precari, pari al 33,4% del totale, probabilmente dovuta alla "maggior presenza di precari al sud è dovuta al fatto che in quell'area sono più diffuse che altrove le attività stagionali che per loro natura richiedono contratti a tempo determinato come l' agricoltura, il turismo, la ristorazione e il settore alberghiero”.
La Cgia dimentica che anche il settore pubblica che al sud ha sfornato precari, soprattutto nel settore scuola. Ed è l'associazione Diesse, che con un comunicato, lancia l'allarme parlando dei numeri. I precari che nell'anno scolastico 2007/08 hanno ottenuto un incarico da settembre a fine agosto sono circa 120.000 (più 22.000 neo immessi in ruolo), una cifra non irrilevante se si considera che il numero complessivo dei docenti in ruolo è di 700.000.
L'associazione dimentica, però, tutti coloro che hanno ottenuto incarico fino a termine attività didattica (30 giugno) e tutti coloro che ricoprono ruoli di docenza per termini più brevi, che lievitano a dismisura il numero degli addetti precari nella scuola.
Si tratta di lavoratori che, anche da decenni, hanno lavorato nel settore pubblico vedendo di anno in anno limitare le possibilità lavorative a causa dei tagli al settore dell'istruzione effettuati dai governi che si sono susseguiti. Lavoratori che nei prossimi anni vedranno ulteriormente affievolire, se non scomparire, le possibilità lavorative, grazie alla politica dei tagli messa in opera dall'attuale governo, che nei prossimi 3 anni vedrà volatilizzare circa 90.000 posti.
Eppure, ci ricorda l'associazione commentando lo studio effettuato dall'associazione Agnelli, si ipotizza per il prossimo decennio l'uscita di 300.000 lavoratori, con una media di 28.000-30.000 docenti all'anno per il prossimo quinquennio. Una possibilità che deve essere sfruttata per l'estinzione dello scottante fenome del precariato scolastico.
|