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14 novembre 2008 Chiamata diretta e abolizione graduatorie. Prossimo tsunami Per gli istituti tecnici confindustria detta alla Gelmini le linee guida per la chiamata diretta. Nel frattempo si consuma l'ultimo tradimento ai danni dei precari e qualcuno suggerisce l'abolizione delle graduatorie permanenti. La bozza riguarda le "Linee di intervento per il riordino degli istituti tecnici" che prevede l'istituzione di un Cda negli istituti tecnici con il compito di nominare i docenti tecnici degli istituti relativamente alle materie tecniche, i tecnici di laboratorio e l'ufficio tecnico. Un Cda composto da membri esterni alla scuola, uomini di fiducia di confindustria, che governeranno, insieme ai Presidi, l'assunzione dei docenti aggirando le graduatorie. Prove tecniche di chiamata diretta. Tra le novità anche l'eliminazione degli insegnanti tecnico-pratici che dagli esperti di Confindustria vengono considerati "doppioni" Nel frattempo c'è chi suggerisce il seppellimento dei precari nella fossa delle graduatorie per dimenticare "errori del passato" Si tratta di Giovanni Cominelli, nel suo profilo leggiamo "Esperto di politiche scolastiche", che in un articolo apparso su "Il sussidiario" sostiene che la necessità dei risparmi "obbligano" "allo scioglimento rapido delle graduatorie permanenti", perchè, continuiamo a leggere "il diritto al lavoro non equivale al diritto al posto". Purtroppo dobbiamo ravvisare due imprecisioni nell'articolo del Cominelli. Difatti afferma che lo "scioglimento" delle graduatorie era stata rinviata da Fioroni al 2011. Non comprendiamo a quali graduatorie si riferisca. Infatti le graduatorie provinciali sono state trasformate in graduatorie ad esaurimento (senza data di scadenza), le graduatorie regionali, frutto dell'ultimo concorso, scadranno nel momento in cui sarà bandito un nuovo concorso. Nonostante l'effetto serra "scioglimenti" di graduatorie all'orizzonte non se ne vede traccia. Nella mente del Cominelli il prossimo turn over (che si prevede di circa 300.000 nei prossimi 10 anni) dovrà essere colmato soltanto attraverso il nuovo sistema di reclutamento, seppellendo sotto lo "scioglimento" dei ghiacciai i precari attualmente iscritti nelle graduatorie. Su una cosa siamo concordi con il Dr. Cominelli, che "una laurea non dà automaticamente diritto a un posto di lavoro nella scuola". Credo che a recriminare un diritto siano coloro che da più di dieci anni hanno coperto posti disponibili mai colmati da necessarie immissioni in ruolo e che si sono volatilizzati grazie ad una sconsiderata politica del "risparmio". Precari che hanno ottenuto dopo la laure un'abilitazione all'insegnamento e sui quali, dice, "si chiude crudelmente sulla loro pelle una storia di illusioni alimentate irresponsabilmente dal Ministero dell'istruzione, dai sindacati, dalle Università, dai politici" |
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