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Da la Tecnica della Scuiola 29 agosto 2008 Tornano i voti nella primaria di R.PLa decisione del Ministro di ritornare ai voti potrebbe scatenare polemiche e proteste difficili da controllare. Oltretutto la bozza del decreto legge contiene anche un errore tecnico di non poco conto: si parla infatti di usare il voto anche per la certificazione delle competenze, quando il dibattito internazionale va in tutt'altra direzione. Gli ultimi Ministri dell’Istruzione hanno dovuto affrontare proteste e contestazioni scatenate spesso da episodi più o meno marginali. In pratica, due righe di un decreto legge (che - non dimentichiamolo - deve essere sempre emanato per motivi urgenti) fanno piazza pulita non solo della legge 517 del 1977 ma anche, e soprattutto, di 30 anni di dibattito pedagogico. Peraltro c’è da chiedersi se la sostituzione dei giudizi sintetici (insufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo) con i voti rappresenti davvero una modifica sostanziale dei metodi valutativi: in entrambi i casi si tratta - per usare una terminologia docimologica - di scale ordinali che hanno proprietà del tutto identiche. In realtà, come aogni buon insegnante sa, con i voti numerici è difficile fare la media aritmetica. Chiunque capisce che le due situazioni sono del tutto diverse: nel primo caso siamo di fronte ad uno studente che migliora, nel secondo caso no. Ma il decreto - purtroppo per chi lo ha scritto - contiene anche una mezza sciocchezza tecnica: si parla infatti di “certificazione delle competenze” da farsi con voti espressi in decimi, sia nella primaria sia nella secondaria di secondo grado. A parte il fatto che a tutt’oggi non esiste ancora un “elenco” di competenze attese al termine di ogni classe di scuola elementare, va detto che nel dibattito nazionale e internazionale sulle competenze non si parla mai di voti decimali per certificazione. Anzi, la certificazione delle competenze esclude di per sé che si faccia riferimento a misurazioni numeriche e prevede piuttosto indicatori di carattere descrittivo. C’è da chiedersi allora a chi sia stato affidato il compito di scrivere alcuni dei contenuti del decreto e in particolare quelli più tecnici. Per la verità la bozza di decreto che circolava fino a poche ore prima della riunione del Consiglio dei Ministri faceva riferimento, su questo punto, al testo del disegno di legge del 1° agosto e appariva decisamente più sobria. |
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