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ilvelino

24 maggio 2009

Scuola, presidi romani: 90 per cento istituti non a norma

Roma, 22 mag (Velino) - Se l'istruzione è uno dei temi da sempre all'ordine del giorno della politica italiana e sicuramente tra i più controversi nei dibattiti parlamentari e nelle piazze, quello sulla sicurezza degli edifici pubblici da qualche anno è tornato, dopo la tragedia di Sangiuliano di Puglia e del più recente e drammatico terremoto in Abruzzo, in primo piano sulle cronache e forse nell'agenda politica del Paese.

Come sta procedendo il Governo su questo tema? Quale spazio occupa nelle priorità della politica? Vediamo.

Nello scorso aprile, spulciando tra le interrogazioni parlamentari indirizzate all'attenzione del ministro della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini, l'ex ministro delle Infrastrutture e leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha presentato un testo a risposta immediata per sapere in che modo il Governo intendesse incrementare gli interventi di "immediata messa in sicurezza degli edifici scolastici", visto che secondo un rapporto di "Cittadinanza attiva", dal titolo "Sicurezza, qualità e comfort a scuola", tre istituti scolastici su quattro sono purtroppo fuori norma. Il ministro, in aula, ha risposto che il governo ha proceduto a mettere in sicurezza le 100 scuole più pericolanti d'Italia nelle zone sismiche e che in sei mesi (a partire da Aprile) sarà pronta l'anagrafe dell'edilizia scolastica.

I presidi romani, intanto, tramite la Consulta provinciale scolastica, hanno denunciato che oltre il 90 per cento degli edifici scolastici di Roma e provincia non ha gli impianti antincendio a norma.

La stessa altissima percentuale torna quando si parla di mancanza di agibilità dei locali, di collaudo statico e di impianti idrotermosanitari. E scende lievemente, all'87 per cento, se si considerano gli impianti elettrici non conformi.

Gli stessi presidi lamentano con i genitori degli alunni la mancanza di fondi con un tono che non tradisce il loro stato d'animo: "Cari genitori, la scuola è al collasso. Non ci sono più i soldi per i supplenti, non abbiamo i fondi per le visite fiscali e, con i tagli voluti dal governo, a settembre non saremo in grado di garantirvi servizi previsti per legge come, ad esempio, la copertura dell'ora alternativa alla religione".

Toni drammatici per spiegare alle famiglie dei loro alunni "cosa sta accadendo nelle scuole e perché, da settembre, rischiano di non vedere garantiti i diritti dei loro figli come quello di avere un supplente quando l'insegnante si assenta per più giorni". E poi ancora: il problema amianto e non ultimo, per rimanere all'attualità, la mancata certificazione antisismica della stragrande maggior parte degli istituti scolastici