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19 febbraio 2009 La scuola italiana? L'unica senza psicologi Si fa un gran parlare di emergenza bullismo nelle scuole e poi si scopre che l'Italia è l'unico paese in Europa a non avere una normativa che obblighi la figura dello psicologo negli istituti scolastici. Il Tempo, 19.2.2009 È una delle «tante» emergenze emerse ieri da un convegno promosso dall'Ordine degli Psicologi in occasione dei 20 anni della professione (l'albo professionale in Italia è stato istituito con la Legge n.56 del 18 febbraio 1989). Un esercito in costante crescita, quello degli psicologi in Italia: sono 70.000 e la metà di loro è a spasso. Come se non bastasse dal 2004 il mercato è saturo. Da qui la necessità di aprire nuovi spazi di lavoro laddove, naturalmente, esiste una domanda. Le cifre sono drammatiche: «In Italia - ha ricordato Giardina - ci sono circa 1.000-1.200 morti l'anno sul lavoro: una vera e propria guerra che il Paese non si può più permettere. La maggior parte degli incidenti avviene a causa del cosiddetto "fattore umano". Non è la macchina che si guasta, ma è la mente che non è attenta». Inoltre un lavoratore su tre (in tutto oltre 40 milioni di persone) in Europa dichiara di soffrire di stress sul lavoro e si calcola che lo stress sia la causa di più del 50% dei giorni lavorativi persi nella Ue. Negli ultimi tempi sta emergendo, prepotentemente, una nuova emergenza legata all'ansia, panico e stress da crisi economica. Quest'incertezza in cui siamo piombati sta spingendo, dicono gli psicologi, sempre più gli italiani a chiedere aiuto ai «professionisti della psiche» come si definiscono «anche quando il portafogli non lo consentirebbe». In aumento anche la richiesta d'aiuto da parte delle vittime dello «stalking», ovvero il reato di molestia soft che si manifesta, generalmente nei confronti delle donne, sotto forma di pedinamenti e telefonate ripetute fino all'aggressione fisica. «È una molestia subdola e psicologica - sottolinea Claudio Tonzar, vicepresidente del Cnop - che si insinua lentamente nella vita delle vittime. Di fronte al dilagare del fenomeno è necessario che gli psicologi facciano la loro parte, offrendo opportunità di ascolto e assistenza». |
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