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8 febbraio 2009 Il tetto del 30% stranieri per classe al vaglio dell’ue Per Chantal Hughes, portavoce del Commissario europeo agli Affari sociali, la Commissione valuterà se l'obiettivo sia un'integrazione più rapida dei bambini o la loro segregazione. Intanto in Italia la Lega insiste: il limite va proprio contro le classi ghetto. di A.G. La Tecnica della Scuola 8.2.2009
Hughes ha sottolineato che la Commissione dell’Unione europea pur non essendo competente in materia di organizzazione scolastica potrebbe considerare "giustificati" provvedimenti scolastici di questo tipo: "bisogna distinguere fra i fini e i mezzi impiegati per raggiungerli. Un diverso trattamento può essere giustificato – ha spiegato la portavoce - se viene perseguito un fine legittimo e se i mezzi per conseguirlo sono appropriati e necessari: la maggiore preoccupazione è quella di garantire che nessun bambino sia discriminato in base alla propria razza o nazionalità". Qualora fossero invece rilevate conseguenze discriminatorie, assicura sempre il rappresentante Ue, queste verrebbe giudicate in base alla legislazione comunitaria pertinente e alla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Il provvedimento è contenuto nella mozione Cota approvata alla Camera lo scorso ottobre: quel documento “oltre alle classi di accoglienza impegnava il Governo - spiega la senatrice del Carroccio - a distribuire gli alunni stranieri nelle scuole italiane al fine di favorirne la vera integrazione così come indicato dalla circolare sulle iscrizioni al prossimo anno scolastico". Non tutti i Comuni del Nord-Est, roccaforte della Lega, sembrano accogliere con entusiasmo sia la mozione Cota sia lo stop alle iscrizioni di stranieri qualora ve ne siano troppi. A Vicenza l’amministrazione locale non ha esitato a definire questi orientamenti un incitamento a creare vere e proprie classi "di isolamento". Forti dissensi che annunciano un dibattito politico sulla questione iscritti stranieri (giunti quasi a quota 700mila) complesso e all’ultimo voto. |
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