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Sulla scuola non c'è intesa fra Stato e Regioni L'intesa prevista dalla legge in materia di dimensionamento tarda ad arrivare. L'argomento non è neppure all'ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza Unificata. E intanto la Corte Costituzionale è al lavoro sui ricorsi di 8 regioni contro l'articolo 64 della legge 122/08 di Reginaldo Palermo La Tecnica della Scuola 9.6.2009 In materia scolastica sono i rapporti fra Stato e Regioni a tenere banco in queste ultime settimane dell’anno scolastico. Qualche indiscrezione sul contenuto dell’intesa è già circolata: si parla di un accordo che dovrebbe garantire un risparmio di circa 85milioni di euro grazie alla chiusura dei plessi più piccoli e di un certo numero di autonomie scolastiche. Ma il fatto che l’argomento non sia stato inserito nell’ordine del giorno della Conferenza dell’11 giugno sta a significare, quasi certamente, che l’intesa non è ancora stata perfezionata anche se la legge 189 prevede che essa venga sottoscritta entro il 15 giugno 2009. Intanto la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi quanto prima sui ricorsi di 8 regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria) che, con sfumature diverse, lamentano che il provvedimento adottato dal Governo mancava dei presupposti di necessità e urgenza richiesti dalla Costituzione per i decreti-legge, nonché; secondo le regioni, inoltre, diverse norme contenute nell’articolo 64 della legge 133 travalicano le competenze statali in materia di istruzione e compromettono in modo significativo le attribuzioni regionali. Senza contare, sostengono alcune regioni, che le misure contenute nella legge 133 hanno una pura e semplice finalità di risparmio, a tutto discapito della qualità dell'istruzione pubblica. A complicare la vicenda si aggiunge anche un altro dato: a tutt’oggi i regolamenti sul primo ciclo di istruzione e sul dimensionamento non sono ancora stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale; secondo voci ufficiose (peraltro piuttosto attendibili) pare che la Corte dei Conti abbia avuto parecchio da ridire su entrambi i provvedimenti. Secondo la magistratura contabile, i regolamenti potrebbero non consentire di raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge finanziaria 133/08. In altre parole, i tagli previsti dai due Regolamenti non sarebbero sufficienti e non permetterebbero di ottenere i risparmi previsti. |
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