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I 426 dirigenti scolastici del concorso decaduto non vogliono più tacere di Coordinamento dirigenti scolastici concorso 2004 La Tecnica della Scuola, 02 dicembre 2009 Pensiamo sia venuto il momento di ripristinare la verità sulla vicenda dell’ormai famoso concorso per dirigenti scolastici del 2004, dopo tante falsità denigranti, strumentali e certamente interessate. Non ce la facciamo più a tacere e da spettatori assistere ad una campagna di disinformazione che non tiene conto della realtà dei fatti, di ciò che effettivamente è stato il concorso e la sua conduzione. Ci sembra che sia vero, in questo caso più che mai, che i nostri denigratori abbiano astutamente operato secondo il principio mediatico per cui “una bugia ripetuta 1.000 volte diventa una verità”. Noi ci siamo imposti, per stile e senso di responsabilità, di non alimentare polemiche superflue e conflitti pubblici, a lungo abbiamo tenuto un comportamento composto, nella convinzione che il diritto, l’essere dalla parte del giusto e del merito ci avrebbe tutelato. La nostra fiducia negli organi che sono deputati ad accertare la verità, la fiducia nell’Amministrazione di cui sentiamo di essere parte integrante ed essenziale, ci ha dato la forza di sopportare questo quotidiano dileggio e di andare avanti nei nostri luoghi di servizio, spesso in situazioni limite, di frontiera, dove solo le scuole o poco più tengono alta la bandiera della legalità e presidiano il territorio in nome dello Stato. Noi siamo 426, reggiamo scuole la cui utenza complessiva tra alunni, personale e famiglie conta più di 400.000 persone, nella sola Sicilia. Abbiamo portato una ventata di rinnovamento nella scuola siciliana, caratterizzata da coraggiose innovazioni, gestione di fondi europei per lo svecchiamento della dotazione tecnico-scientifica e per una netta qualificazione dell’offerta formativa. Affrontiamo a mani nude situazioni di alte problematicità ambientali, spesso configgendo con fenomeni di devianza sociale e non arretrando di un passo rispetto ai nostri doveri di dirigenti dello Stato di diritto. Tuttavia la saldezza della nostra buona fede, la consapevolezza del nostro ruolo adesso non basta più per continuare con la necessaria serenità d’animo in un’attività che richiede tante energie, tanta motivazione e la sensazione d’avere un riconoscimento almeno morale da parte delle Istituzioni. Con amarezza crediamo di vivere dentro una fase di imbarbarimento della convivenza civile. Relativamente ai fatti incriminati del concorso, troviamo opportuno riportare di seguito la comunicazione che il direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Sicilia, Guido Di Stefano, ha indirizzato ai sindacati della scuola. Perché la ricostruzione è esatta e perché la fonte è istituzionalmente alta. Ecco i fatti, come riportati del direttore generale: “Le recenti sentenze del Cga hanno ridato fiato a tutti coloro che non hanno superato le prove e nessuno ha notato che si tratta di persone che sono state valutate, negativamente, anche tre volte e si è voluto ignorare che le sentenze del Cga riguardano solamente le modalità di formazione della sottocommissione costituita, in realtà, in stretta aderenza al D.P.C.M. ed alla direttiva ministeriale impartita con nota n. 1160 del 19/9/2005 al fine di assicurare in Italia ‘l’omogeneità dei criteri interpretativi’. A questo punto, se si comprende chi non accetta valutazioni negative e tenta ogni mezzo per ottenere il suo scopo, non si comprende chi si unisce al coro, cercando, tardivamente, di salvare capra e cavoli, colpevolizzando chi ha applicato le direttive ministeriali, peraltro puntualmente eseguite in tutte le grandi regioni, e nonostante la correttezza dell’applicazione fatta sia stata ribadita in Parlamento, nella seduta della Camera del 13 ottobre scorso, dal Sottosegretario del Miur. Anche con i riferimenti che vengono fatti alla ‘vigilanza’ durante i lavori della commissione si tende a confondere, ignorando al normativa, ‘vigilanza’ con ‘interferenza’. Vien da pensare che si sia fautori del ‘tanto peggio tanto meglio’ ma un siffatto modo di fare non può essere proprio di chi opera nel mondo della scuola e ne conosce i risvolti e le regole”. Il coordinamento regionale dei dirigenti scolastici del concorso 2004 ha deciso di intraprendere le seguenti attività: il 28 novembre ha incontrato il presidente Lombardo al quale è stato chiesto, nella sua qualità di massima autorità istituzionale della regione, di farsi carico dei gravi rischi che corre la scuola siciliana. Il governatore ha risposto che "prenderà in esame il problema cercando di fare il possibile per venire incontro ai dirigenti scolastici". Giorno 2 dicembre alle ore 10 andremo tutti a Roma al Ministero dell’Istruzione per discutere sulle decisioni che il Governo vorrà approntare per risolvere questa triste e paradossale vicenda. Chiamiamo le forze sindacali della scuola e le forze politiche e culturali a condividere l’iniziativa volta a dare soluzione positiva all’istanza dei 426 dirigenti scolastici che pur non essendo accusati di nulla, non avendo avuto possibilità di difendersi in alcuna sede, stanno per ricevere un multiforme e devastante danno in immagine, in posizione giuridica e professionale, in delegittimazione, mentre testimoniano il valore della legalità in contesti degradati e a rischio.
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