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da ilsole24ore 14 Aprile 2009 Contributi alle scuole: volontari e detraibili di Massimo Donaddio, Il Sole 24 Ore 14.4.2009 Un contributo "volontario" ormai sempre più conosciuto dalle famiglie italiane con figli in età scolare. Lo annuncia, solitamente, un bollettino che viene consegnato alle famiglie nel momento in cui queste devono iscrivere i ragazzi all'anno scolastico successivo. La richiesta, sempre più pressante, delle scuole, è quella di soldi per attività extracurriculari, che di fatto rivestono un'importanza sempre maggiore nelle attività dell'anno scolastico e di cui è sempre più difficile fare a meno. Un contributo "tappabuchi" Gli ambiti Come detrarre Erogazione esclusivamente volontaria Le pressioni delle scuole sulle famiglie Chiarissimo è anche il ministero della Pubblica Istruzione che, sul suo sito, riporta: «In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità , non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l'espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all'assolvimento dell'obbligo scolastico fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ect). Eventuali contributi per l'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria». Poi le scuole, nella loro autonomia, cercheranno di ottenere il più possibile dalle famiglie per incrementare il bilancio e l'offerta. Nella loro libertà i genitori potranno scegliere se aderire o no. «L'importante è la trasparenza nell'utilizzo delle risorse e la chiarezza nelle motivazioni da parte delle scuole», precisa ancora Landi dell'Adiconsum. Alle famiglie - e solo ad esse - il compito di decidere (ed eventualmente di detrarre). |
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