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17 marzo 2009 «Tagliamo i progetti e non gli organici»Stamane assemblea al liceo Cassini di Genova organizzata dal sindacato GJLDA. GENOVA. «Mi preparo ad una assemblea degli insegnanti che si terrà questa mattina al liceo Cassini, in via Galata a Genova. Oltre a me ci sarà anche Alessandro Baragona che è il coordinatore regionale della Gilda degli Insegnanti e l'avvocato Eliana Ortori. Credo, spero che sarà un'assemblea molto affollata perché i temi sono importanti, ne va della qualità di vita professionale di milioni di persone. Di lavoratori della scuola. Alivello nazionale ho invitato tutti i docenti ad aderire allo sciopero indetto per domani, pur essendo cosciente della scarsa possibilità di indurre il governo a mitigare i feroci tagli agli organici. Ma abbiamo comunque il dovere di testimoniare il nostro dissenso da una politica sbagliata che danneggerà, in modo forse irreparabile, la scuola pubblica statale. Va detto che è per me motivo di rammarico la mancata unità tra i sindacati, situazione da addebitare alla guerra in corso tra gli alti vertici delle confederazioni sindacali. E' intuibile che questa situazione rende più debole la scuola e crea polemiche anche strumentali, come quella innescata dalla Cgil sulla firma del contratto economico. L'ultimo contratto ha attribuito agli insegnanti una vera miseria, frutto dello scarica barile tra due governi, quello Prodi che aveva stanziato 8 euro per il 2008, e quello Berlusconi che ha stanziato solo l'inflazione programmata del 2009, circa 30 euro. Il tavolo contrattuale poteva solo decidere come utilizzare le risorse e, una volta respinta al mittente la proposta di destinarli alla "meritocrazia", poteva solo prendere o lasciare quanto stanziato dalla finanziaria. Ben altri sono stati i contratti che hanno danneggiato la funzione docente, mi riferisco a quelli, che mai abbiamo firmato, che hanno introdotto la logica del fondo d'istituto e dell'incentivo. Questa logica ha fatto sì che nella scuola fossero valorizzate più le competenze burocratiche ed i progetti, spesso inutili, che le capacità del buon docente, colui che conosce la propria materia e la trasmette bene agli allievi. Tornando alla riforma Gelmini, non posso altro che rimarcare che per la prima volta nella storia della scuola italiana si colpisce prima con tagli così pesanti e poi li si giustificano con una riforma degli ordinamenti. La Scuola ne uscirà con le ossa rotte: il prossimo anno toccherà alle elementari e medie, che vedranno devastato i loro sistema di lavoro e, con la soppressione di 47200 posti, obbligherà migliaia di docenti perdenti posto a girare da una scuola all'altra, poi toccherà alle superiori. In tre anni 90.000 docenti in meno cui si aggiungeranno 35.000 amministrativi. Per non parlare dei precari per i quali è stata trovata la soluzione definitiva: l'eliminazione dalla scuola e la condanna alla disoccupazione. Una scelta che non appare saggia, in un momento di crisi economica, lo Stato riduce i posti di lavoro, e contribuisce all'impoverimento generale. Il ministro Mariastella Gelmini fa molta propaganda. Sostiene ad esempio, che garantirà tutte le richieste di tempo pieno, ma non risulta che siano state sino ad oggi istituite nuove scuole o sezioni di tempo pieno. D'altro canto si è visto come è finita con il maestro unico, non voluto dalle famiglie italiane che, davanti a un'offerta improponibile, hanno preferito scegliere la continuità di un modello educativo. E per capire che era improponibile, lo ribadisco, bastava venire in piazza lo scorso 30 ottobre, durante la manifestazione di protesta contro la riforma. Concludendo. Allo sciopero che abbiamo annunciato per domani, non è detto che non seguano altre forme di protesta, quali l'astensione dalle attività aggiuntive, dalle gite scolastiche e visite guidate, non escludendo ricadute sugli scrutini finali». RINO DI MEGLIO (Coordinatore nazionale della Gilda -insegnanti)
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