intestazione

HOME PAGE INDIETRO
separatore

secoloXIX

22 maggio 2009

Genitori in rivolta per i tagli al liceo Cassini

Una delegazione ha ottenuto di incontrare prima la preside e poi la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, per sventare l’accorpamento delle tre classi terze del classico, che hanno tra l’altro indirizzi diversi: due quello tradizionale, l’altra con il potenziamento di matematica

La scure dei tagli ministeriali alla scuola minaccia di abbattersi anche sul liceo Cassini di Sanremo, ma l’immediata mobilitazione dei genitori sembra essere riuscita a sventare il pericolo. Soprattutto dopo un incontro, deciso sul momento, con la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli studi) Anna Maria Giuganino, da cui i promotori della protesta sono usciti rinfrancati.

Tutto è cominciato quando l’Ufficio scolastico provinciale ha chiesto ai vari istituti i dati su iscritti e corsi, e ha poi comunicato al “Cassini” che – in base ai parametri fissati dal Ministero dell’Istruzione e, a cascata, dall’autorità regionale – si sarebbe reso necessario l’accorpamento in due sole classi delle tre terze (ultimo anno) dell’indirizzo classico. Questo in ossequio alla norma che prevede un minimo di 25 studenti per classe, mentre al classico sanremese si arriva a 53 ragazzi complessivi nelle tre classi; e con il fine di tagliare, sempre in base alle tabelle ministeriali, un posto nell’organico dei docenti.

La dirigente scolastica (l’ex preside) Mareria Meriggi e i professori hanno subito fatto presente che l’operazione comporterebbe pesanti problemi e contraccolpi didattici. Soprattutto perché investe due classi di liceo classico ad indirizzo tradizionale e una con il potenziamento in matematica: si troverebbero così assieme, e proprio nell’anno che porta alla maturità, ragazzi con percorsi, preparazione ed esigenze diverse. E poi con quale criterio verrebbero scelti gli studenti da accorpare?

Spiega la vicepreside Ornella Massa: «Siamo stati informati che, nel complesso delle scuole superiori della provincia, era programmato un taglio di sei classi, corrispondenti ad altrettanti docenti. Noi, peraltro, abbiamo già subito il taglio di un posto nello scorso aprile...».

Dirigenza e corpo docente hanno informato e coinvolto le famiglie, e ieri è scattata la mobilitazione. Una delegazione di genitori e ragazzi si è raccolta al liceo di corso Cavallotti, e ha incontrato la preside. Poi ha deciso di andare “alla fonte”, cioè di raggiungere la sede dell’Ufficio scolastico provinciale a Imperia.

E l’incontro con la dirigente sembra aver dato i risultati sperati. Spiega e precisa la stessa Anna Maria Giuganino: «Posso dire che il problema è risolto e le tre terze del classico Cassini restano. Il mio ufficio non aveva ancora terminato tutte le operazioni, l’istruttoria era in corso e abbiamo ascoltato le varie obiezioni. Il fatto è che ogni provincia ha un contingente di posti di diritto e di fatto, nell’organico dei docenti, che è invalicabile, in base alla Legge Finanziaria, che determina poi l’assegnazione delle risorse alle scuole: quindi bisogna stare attenti a non travalicare i numeri autorizzati a monte. Noi abbiamo verificato, anche attraverso il calcolo del monte-ore residuo che corrisponde a un certo numero di posti, che non è obbligatoria quell’azione di riduzione delle classi terminali che sembrava inevitabile a una prima analisi. Il discorso vale non solo per il liceo Cassini, ma anche per l’Aprosio di Ventimiglia che si trovava nelle stesse condizioni».

Gianni Natta e Roberto Bianchi, rappresentanti di classe e tra i promotori della mobilitazione dei genitori del “Cassini”, sono soddisfatti, anche se attendono l’ufficializzazione dello scampato pericolo: «L’accorpamento delle tre classi avrebbe creato grandi problemi ai nostri ragazzi, proprio nell’anno della maturità. Siamo convinti con la nostra iniziativa di aver contribuito a una soluzione positiva, e ringraziamo dell’appoggio anche gli insegnanti».