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da ScuolaOggi 26 marzo 2009 Riflessioni sull'ammissione all'esame di stato di Rodolfo Denti, ScuolaOggi 26.3.2009 Come è noto, il 13 marzo 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di regolamento sulla valutazione. Si tratta di un testo di notevole importanza, che però, in attesa dell’iter necessario, non è ancora operativo e che potrebbe subire modifiche ed integrazioni, anche alla luce del parere che dovrà essere espresso dal Consiglio di Stato. Senza volere nascondere gli aspetti positivi del testo, mi preme intervenire su una questione specifica e, a mio avviso, di non secondaria importanza. L’articolo 6 dello schema di regolamento ha per oggetto l’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione. Il comma 1 recita: “Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline (…) e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all’esame di Stato”. Ritengo ci siano buoni motivi per obiettare sul contenuto della disposizione, dove prevede che tra i requisiti per l’ammissione ci sia quello della valutazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina (o gruppo di discipline). In particolare, per obiettare esistono motivi di opportunità e motivi di fondo. Motivi di opportunità Al momento infatti il quadro normativo è costituito dalla Legge 1/2007, dalla Legge 169/2008 e dal D.M. 42/2007. La legge 1/2007 (cosiddetta “Riforma Fioroni”) prevede, all’art. 1, comma 1, che l’ammissione all’esame di Stato sia subordinata al superamento dei debiti pregressi e ad una valutazione positiva in sede di scrutinio finale. Il Decreto Legge 137/2008 aveva stabilito all’art 3, comma 3, che l’ammissione agli esami finali sarebbe dipesa dal conseguimento di votazioni non inferiori a sei decimi in ciascuna disciplina (gruppo di discipline). In fase di conversione, però, il testo di partenza è stato modificato e il requisito limitato a soli studenti della scuola secondaria di primo grado (vedasi art. 3, comma 3, della Legge 169/2008, ossia della Legge di conversione del Decreto Legge 137/2008). Per effetto della modifica introdotta in fase di conversione del Decreto Legge originario, è tornato così ad essere operativo l’art. 1, comma 3, del D.M. 42/2007 che testualmente afferma: “A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, ai fini dell'ammissione all'esame di Stato sono valutati positivamente nello scrutinio finale gli alunni che conseguono la media del sei”. Ora, per quanto si possano comprendere i motivi per cui il ministro voglia “velocizzare” gli eventi, sono del parere che, entrarti nell’ultimissima fase dell’anno, non dovrebbero essere introdotte modifiche che, alterando le regole, potrebbero suscitare una grave turbativa e consistenti preoccupazioni aggiuntive. Motivi di fondo Vedo di spiegarmi. La seconda è la seguente: i voti negativi (almeno nei casi meno gravi) vengono modificati per intervento del Consiglio di Classe, ma in questo caso ci sarebbe una “lievitazione” della media reale e si arriverebbe inevitabilmente (per eterogenesi dei fini) al “sei politico” di sessantottina memoria. Esiste naturalmente un terzo scenario che, per carità di patria, accenno solo velocemente. Si tratta della possibilità che le “lievitazioni” avvengano ancora prima dello scrutinio finale, cioè all’insaputa del Consiglio di Classe, che, non sapendo, potrebbe aiutare (in sede di scrutinio finale) chi è già stato aiutato, con il risultato pratico di una doppia “lievitazione” e di un’ulteriore “dilatazione” delle sufficienze immeritate. Riflessione a margine È evidente che si tratta di un vantaggio che cozza contro il principio di uguaglianza e che di fatto permette “scorciatoie” per i soliti “furbi”. Allo stato attuale, per esempio, è possibile che due studenti dell’ultimo anno, ugualmente “disastrati” dal punto di vista del rendimento, abbiano destini assolutamente diversi. Lo studente A, preso atto della sua situazione scolastica, si ritira il 14 marzo e contestualmente presenta domanda come candidato esterno; lo studente B continua invece la frequenza. Rodolfo Denti – Dirigente Scolastico – Liceo Scientifico Statale “Paolo Frisi” – Monza |
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