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Con il nuovo regolamento sulla valutazione: l'insegnamento della religione cattolica non è una scelta libera, ma di convenienza

di Corrado Mauceri (Com. "Per la scuola della REpubblica")

Firenze, 24/08/2009 -Il regolamento pubblicato in GU il 19 agosto 2009 (DPR N. 122/09) ed entrato in vigore il giorno successivo, era stato però adottato in data 22 giugno 2009 ed in merito al credito scolastico recepiva le ordinanze ministeriali recentemente annullate dal TAR.

Di conseguenza, contrariamente a quanto afferma oggi “Il Giornale” in modo trionfalistico, non solo non inficia le sentenze del TAR, ma non avendo valore di legge (i redattori del giornale dovrebbero prima informarsi!) è, al pari delle ordinanze ministeriali già annullate, illegittimo.

Il regolamento difatti è anteriore alla sentenza del TAR del Lazio, che come noto, ha dichiarato illegittima la valutazione dell’insegnamento della religione cattolica ed all'art. 6 ripete le norme dichiarate illegittime dal TAR e cioè che il consiglio di classe con la presenza degli insegnanti di religione attribuisce agli alunni il credito scolastico.

In questo modo, la scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica comporta il vantaggio di avere ai fini del credito scolastico un ulteriore elemento di valutazione che gli altri alunni non possono avere; la scelta di avvalersi è quindi in qualche modo incoraggiata e può non essere una scelta libera e disinteressata; può essere una scelta di convenienza al fine di avere un vantaggio nella valutazione del credito scolastico.

Tale diverso trattamento scolastico degli alunni però è palesemente discriminatorio nei confronti degli alunni che non si avvalgono dell’IRC, ma soprattutto è diseducativo.

Lo Stato offre alla chiesa cattolica l’opportunità dell’insegnamento della religione cattolica a spese della collettività; è inaccettabile che si presti anche a favorire la scelta di tale insegnamento con la prospettiva di un vantaggio nella valutazione scolastica. La Corte Costituzionale l'ha affermato chiaramente; la scelta di avvalersi dell'IRC deve essere assolutamente libera e senza alcun condizionamento.

Bene hanno fatto i giudici del TAR ad annullare le ordinanze del Ministro Fioroni. Per queste stesse ragioni ora sarà impugnato anche il regolamento della Ministra Gelmini. Fioroni e Gelmini devono farsene una ragione la Costituzione repubblicana ha affermato il principio di laicità dello Stato.

Corrado Mauceri (Per la Scuola della Repubblica)