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28 agosto 2009

Gelmini: "Una lettera opportuna" - Ma con il Comune è scontro totale

Il ministro con il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina: "Chi ha un ruolo nella scuola, professore o dirigente, deve astenersi da valutazioni di tipo politico. Mi pare chiaro”. Ma l'assessore all'Istruzione Simona Lembi attacca: "In Italia vige la libertà di pensiero, parola ed espressione"

Bologna, 28 agosto 2009 - “Non conosco la vicenda ma la lettera del direttore generale Limina è stata sicuramente opportuna. Chi ha un ruolo nella scuola, professore o dirigente, deve astenersi da valutazioni di tipo politico. Mi pare chiaro”. Così il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, interviene sulle pagine del 'Resto del Carlino', sulle polemiche scatenate dalle dichiarazioni del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, Marcello Limina, in merito alla possibilità per i presidi di criticare l’operato del Ministero.

Il caso era nato quando il direttore dell’ufficio scolastico regionale aveva definito "disdicevoli" le dichiarazioni alla stampa "contro la politica del ministero" in una lettera di risposta a Fabio Garagnani. Il deputato Pdl, in un’interpellanza a Gelmini, si era appellato alla dignità e alla sobrietà istituzionale contro Daniela Turci, dirigente scolastica, consigliera comunale Pd e responsabile scuola per il suo partito. Quindi il parlamentare di centrodestra si era rivolto a Limina, che gli aveva risposto il 10 agosto. "Il governo avallerà pienamente quanto affermato dal dirigente scolastico regionale", aveva infine ipotizzato ieri in mattinata Garagnani.

“Non si può fare politica a scuola e non bisogna confondere il proprio ruolo con la politica”, dice ancora il ministro sulle pagine del 'Corriere di Bologna'. E su 'Repubblica Bologna' dichiara: "Ho grande stima del dirigente Marcello Limina, persona dotata di una altissimo senso delle istituzioni. In questi giorni è stato oggetto di attacchi pesanti e nei suo confronti sono stati usati termini decisamente inopportuni”. Il Ministro aggiunge: “Credo che se Limina ha sentito la necessita’ di richiamare la preside all’attuazione delle riforme ministeriali piuttosto che all’espressione di posizione di carattere politico, abbia fatto bene. Ho letto anche dei termini usati dai politici locali, in particolare dal locale assessore e sono decisamente inopportuni”.

Ma tra il Comune e il ministro è scontro totale. “Nella lunga storia della Repubblica - scandisce l’assessore comunale all’Istruzione, Simona Lembi - non era mai accaduto che un ministro tradisse in modo così plateale il proprio giuramento di fedeltà alla Costituzione”. Parole pesanti, che si riferiscono al diritto di parola che per l’amministrazione del municipio è stato messo in discussione dell’Usr. “Il ministro Gelmini - afferma Lembi- ha avallato le crociate intimidatorie e di censura portate avanti da funzionari del suo ministero e da suoi compagni di partito”, il Pdl, “ignorando che in Italia vige la libertà di pensiero, parola ed espressione”. Il comportamento di Gelmini dunque per Palazzo D’Accursio “è molto grave, è un rigurgito di stalinismo che però non ci sorprende”.