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Accolto il ricorso presentato contro le fusioni di scuole vicine II Tar boccia governo e Regione Gli istituti non vanno accorpati' di Marco Preve, la Repubblica-genova 26.06.2009 «Questa è la vittoria di 4 mila persone, tra studenti, genitori e insegnanti, e la Regione non potrà non tenerne conto». L'avvocato Daniele Granara sintetizza in una frase quello che si aspettano le famiglie delle quattro scuole medie, i cui ricorsi al Tar sono stati accolti dai giudici amministrativi, che hanno cosi bocciato la politica di accorpamenti decisa dalla Regione Liguria. In estrema sintesi, il Tar ha accolto le tesi sostenute dall'avvocato Granara che riguardavano il nocciolo della questione: gli accorpamenti nelle loro varie forme creavano strutture numericamente superiori a quelle previste da leggi e regolamenti. «I parametri ottimali - scrivono i giudici nella sentenza Centurione - di 500÷900 alunni dettati in sede nazionale sono stati puntualmente recepiti dalla Regione Liguria... la scuola in questione prima dell'adozione dei provvedimenti impugnati vantava un dimensionamento ottimale contando 724 alunni». Quindi la violazione «appare doppiamente rilevante, giacché, per effetto dei disposti accorpamenti, l'istituto comprensivo San Giovanni Battista (in cui sarebbe dovuta confluire la Centurione, ndr) raggiungerebbe il numero di 959 alunni e l'istituto comprensivo Sestri (cui era destinata la Dante Alighieri, ndr) il numero di 1108 alunni, entrambi ben superiori al limite dimensionale di 900 alunni stabilito dal dpr 233/98 e dagli indirizzi regionali di programmazione, ed in un caso addirittura superiore alla fatidica soglia dei 1100 alunni considerata inderogabile in ambito regionale». Nell'accogliere il ricorso i giudici ricordano anche come nel «piano di dimensionamento della rete scolastica approvato dalla Provincia il 9 luglio 2008, era espressamente previsto il mantenimento dell'attuale assetto della Centurione». «II Tar - aggiunge l'avvocato Granara - ha tracciato una linea secondo la quale la Regione ha approvato un piano in violazione di legge. L'amministrazione regionale non può certo mettersi contro questo numero impressionante di cittadini ma deve per forza aprire un tavolo a tutela degli studenti che, vorrei ricordarlo, non rappresentano un interesse privato ma un bene pubblico». |
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