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Accorpamenti, scuole nel caos. Il sindacato: "Le rivolte di questi giorni? Solo l´inizio"

di Nadia Campini, la Repubblica-genova 9.2.2009

regiioneliguria"Le scuole non sono un puzzle impazzito, non si può pensare di tagliare e ricucire pezzi di istituti senza nemmeno consultare i diretti interessati, è ovvio che in questo modo si scateneranno i ricorsi al Tar". Secondo Paola Repetto, segretaria del sindacato scuola Cgil, la mobilitazione di Cassini e Leonardo da Vinci contro gli accorpamenti di una parte delle loro classi al convitto Colombo, è solo l´inizio. Dopo la prima vittoria messa a segno dalla media Boccanegra, che già da tempo ha ottenuto la sospensione dell’accorpamento grazie
all´intervento del Tar, anche Cassini e Leonardo si preparano a dare mandato ai legali di impugnare il decreto con il quale il 6 febbraio il direttore generale dell´ufficio scolastico regionale, Attilio Massara, ha reso esecutivo il piano di dimensionamento degli istituti scolastici liguri, che da 235 diventano 221. Nello stesso documento c´è già la presa d´atto del primo stop, con la sospensione dell´operazione di dimensionamento che riguarda la scuola meda Boccanegra-Enrico».

«Era chiaro che sarebbe finita così - commenta la Repetto - noi tutti sindacati della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Anp e Snals, già a novembre avevamo chiesto di fermare l´operazione in modo da avere un confronto e poter affrontare i problemi uno per volta. Invece non solo non sono stati consultati i sindacati, che sarebbe buona norma di civiltà fare ma non è imposto dalla legge, non sono stati coinvolte nemmeno le istituzioni scolastiche, che pure per legge hanno l´autonomia».

Tra le obiezioni di merito già presentate dai sindacati c´erano poi alcune scelte incomprensibili, come il mantenimento di alcuni istituti anche sotto il limite dei 500 iscritti previsti dalla Gelmini e la formazione di istituti comprensivi con oltre 1500 alunni nonostante il limite dei 900. Nel caso di Leonardo e Cassini la vicenda si complica, perché è vero che entrambi i licei superano il numero massimo di 900 alunni, ma la scelta di spostare sedici classi del Cassini e dodici del Leonardo al convitto Colombo comporterebbe da un lato il mancato rispetto della scelte delle famiglie che hanno iscritto i loro ragazzi in quegli istituti, dall´altro anche programmi di organico e di organizzazione.

«Sicuramente ci sarebbero molti insegnanti in soprannumero - dice ancora Paolo Repetto - con conseguenze pesanti per tutta l´organizzazione delle scuole».

Per altro se i dirigenti scolastici dei due istituti interessati si stanno già mobilitando contro il piano di dimensionamento scolastico e i suoi effetti, l´assessore provinciale alla scuola Manuela Cappello rispedisce al mittente le accuse del preside del Leonardo Giosuè Margiotti.

«Relativamente alla sua ipotesi di razionalizzazione ed alla mia presunta proposta di condivisione degli spazi tra due scuole - scrive l´assessore - presumo che fosse distratto altrimenti dovrei pensare alla malafede. Circa la condivisione ho sottolineato che il Convitto Colombo ha diverse aule pronte a disposizione ed altre dovrebbero liberarsi e pertanto che gli alunni che si iscriveranno al Colombo potranno andare in via Bellucci».

L´assessore aggiunge anche di aver dato la disponibilità «a partecipare all´assemblea di sabato perché credevo di parlare con una platea di persone interessate al futuro dei propri figli, e per la maggior parte era così, ma la presenza di qualche politicante ha trasformato quello che voleva essere un corretto confronto in una battaglia ideologica, che confondeva atti deliberati con opinioni infondate, che autorizzava taluni a sostenere ripetutamente versioni inventate, nonostante le deliberazioni lette, con l´unica intenzione di screditare e di versare benzina sul fuoco, di accusare e di generalizzare e fomentare la tensione». Controreplica Margiotti: «Non è mia intenzione fare polemiche con l´assessore, che peraltro è in carica da pochi mesi. Vorrei solo che proponesse delle soluzioni: se lo farà le valuteremo con calma e attenzione»