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REPPUBBLICA-PALERMO

La Regione cancella dieci scuole

E' stato varato il piano di ridimensionamento della rete scolastica regionale, firmato dall'assessore regionale Antonello Antinoro. A Palermo si prevede lo sdoppiamento di due licei, il Croce e il Margherita, e l'accorpamento per sei medie e quattro elementari per carenza alunnidi

di SALVO INTRAVAIAla Repubblica 19.02.2009

Dieci scuole medie soppresse, tre Centri per l´istruzione degli adulti di nuova formazione e due megaistituti smembrati. Ecco gli effetti in città del piano di dimensionamento della rete scolastica siciliana firmato l´altro ieri dall´assessore regionale alla Pubblica istruzione, Antonello Antinoro. Il documento rimasto top secret per diverse settimane è ora definitivo e spiegherà i propri effetti dal prossimo primo settembre.

Ma non mancano le polemiche. «Perché la mia scuola è stata dimensionata e quell´altra no?», si chiedono i capi d´istituto. A Palermo, per carenza di alunni, sono dieci le scuole medie e gli istituti comprensivi che spariranno, alcuni dei quali considerati storici per i quartieri di appartenenza. Il dimensionamento (accorpamento degli istituti con pochi alunni e sdoppiamento delle megascuole) è stato imposto alle regioni dall´ultima Finanziaria del ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, sfruttando una legge del 1998 che fissa il numero ottimale di alunni per il funzionamento delle scuole: tra 500 e 900 unità.

In città, sono attualmente 17 gli istituti con meno di 500 alunni ma l´assessore Antinoro ne ha dimensionati soltanto la metà, preferendo una linea graduale e offrendo una prova d´appello ad istituti in difficoltà. Fra alcuni mesi, dalla geografia scolastica cittadina spariranno 10 scuole. Gli istituti comprensivi Verga, Braille e Bonfiglio, saranno accorpati rispettivamente alla direzione didattica Nuccio, alla scuola media Marconi e alla direzione didattica Colozza. Sei scuole medie (Cocchiara-Vittorio Veneto, D´Acquisto, Roncalli, Dante, Scinà, e Mazzini) verranno accorpate ad altrettante direzioni didattiche ubicate nelle vicinanze (nell´ordine: Crispi, Turrisi Colonna, Amari, Abba, Costa, Lombardo Radice). Mentre la scuola media Pirandello e l´istituto comprensivo di Borgo Ulivia daranno vita ad un unico istituto comprensivo. Questi accorpamenti consentiranno un risparmio di 10 poltrone di dirigente scolastico e altrettanti posti di direttore dei servizi amministrativi (l´ex segretario). Ma la sorpresa arriva dallo sdoppiamento di due licei: lo scientifico Benedetto Croce e il socio-psico-pedagogico Regina Margherita, entrambi in pieno centro storico. Un mese fa, il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, aveva presentato un piano che conteneva lo sdoppiamento di altri quattro istituti (il liceo scientifico Galilei, il classico Umberto I, l´istituto professionale Salvemini e l´alberghiero Borsellino) ma Palazzo d´Orleans ha preferito un intervento soft. Dal prossimo mese di settembre, in provincia di Palermo verranno istituiti 3 centri per l´istruzione degli adulti che dovrebbero consentire a coloro che hanno abbandonato gli studi da giovani e agli immigrati di conseguire la licenza media e il diploma superiore, nonché una serie di attestati riguardanti le competenze informatiche e altro.

Antonoro giudica positivamente il lavoro svolto. "Oggi la Sicilia" dichiara l´assessore "grazie alla nostra potestà legislativa è riuscita a garantire il servizio scolastico sull´intero territorio. Se qualche modestissima penalizzazione vi è stata" continua Antinoro "riguarda le grandi metropoli e non certamente le piccole comunità dove verrà garantita l´istruzione scolastica». Il pericolo, paventato alcuni mesi fa, che potessero sparire gli istituti nei piccoli centri al momento è stato scongiurato. «Riteniamo ï'' spiega Antinoro ï'' che l´istruzione scolastica sia il pilastro della cultura e della legalità e pertanto non abbiamo e non avremmo mai potuto togliere ai piccoli comuni e ai centri più disagiati un presidio importante come quello della scuola». Il piano taglia in tutta la regione 37 scuole e dà vita a 15 centri per l´istruzione degli adulti. Le province maggiormente penalizzate sono quelle di Messina, che perde 11 istituzioni scolastiche, Agrigento (meno 6 scuole) e Catania che riesce a limitare i danni: 5 scuole in meno. Si salvano tutte le scuole nelle piccole isole e nei comuni montani, per le quali la normativa nazionale prevede una deroga che consente agli istituti comprensivi di scende fino a 300 alunni. Ma per tutte le situazioni lasciate in sospeso l´appuntamento è fra 12 mesi.