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Mense e servizi, le scuole chiedono un obolo

Trenta euro per alunno. De Sanctis: "Calma, prima facciamo i conti". Effetti della Gelmini: gestione degli istituti sempre più difficile, presidi preoccupati

di Stefano Parolala Repubblica 29.3.2009

mensaVenti o trenta euro a inizio anno da far pagare alle famiglie per garantire che i loro figli siano assistiti quando sono a mensa. Un´altra piccola quota per offrire anche quei laboratori che gli altri anni erano possibili grazie agli organici più consistenti. Moltissimi presidi delle scuole medie si stanno muovendo in questa direzione per contrastare gli effetti del taglio di oltre mille docenti imposto al Piemonte dalla riforma Gelmini. Ma il direttore dell´Ufficio scolastico regionale, Francesco De Sanctis, frena e invita alla calma: «Niente allarmismi, prima di chiedere contributi ai genitori dobbiamo verificare la situazione e individuare tutte le soluzioni possibili per evitare che ciò accada».

I presidi si trovano di fronte a un dilemma: o diminuiscono l´offerta didattica, riducendo le ore di lezione, oppure scelgono di risparmiare personale su altri servizi. Quasi tutti stanno optando per questa seconda soluzione. La dirigente Lorenza Patriarca stima che la sua media Calvino (parte del comprensivo Tommaseo) perderà tre docenti: «Con l´organico precedente - spiega la preside - riuscivamo a garantire la copertura della mensa e a creare ore in più, da utilizzare per compresenze o altre attività. Con la riduzione saremo costretti a usare queste ore per coprire il tempo mensa. In molti stiamo valutando di continuare a sfruttare questa ricchezza per migliorare la qualità della scuola e di chiedere ai genitori un contributo per la vigilanza durante il pasto». In pratica, un docente diventa merce rara, sprecato per un servizio che può essere coperto da un educatore. Si parla di un costo a studente tra i 75 e i 90 centesimi a pasto, tra i 25 e i 30 euro l´anno per chi fa un solo rientro pomeridiano.

Davide Babboni, dirigente della media Alvaro-Modigliani, a settembre avrà cinque professori in meno: «Per trovare le risorse per mensa laboratori penso che ci rivolgeremo a personale esterno e che faremo pagare i genitori. La cifra potrebbe raggiungere i cento euro, ma varierà in base alla quantità di servizi offerti». E aggiunge: «In alcune scuole si sta già facendo. Del resto la richiesta dei genitori per questo tipo di attività è molto alta. Naturalmente, essendo scuola dell´obbligo, il pagamento è facoltativo». Il dirigente della media Nigra, Maurizio Tomeo, preferisce attendere: «Aspettiamo di capire dal ministero se possiamo usare per la mensa le 30 ore settimanali di insegnamento frontale. Se non potremo, non avremo l´organico per l´assistenza mensa e quindi dovremo farla pagare».

Per Igor Piotto della Flc-Cgil Torino «l´ipotesi apre la possibilità di estensione del pagamento anche ad altri servizi, iniziando di fatto la privatizzazione della scuola». Il direttore dell´Usr, Francesco De Sanctis, non vuole allarmismi: «Sul tempo prolungato non ci sono problemi, sarebbe assurdo non avere il servizio mensa. Senza contare che si tratta di un momento educativo. Per questo dovremmo trovare tutte le soluzioni possibili per assicurare la vigilanza. Prima di chiedere contributi ai genitori vediamo qual è la situazione generale. Anche perché ho a disposizione l´arma della compensazione, per aiutare chi ha maggiori problemi di organico».