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26 marzo 2009 Tagli alla scuola: entro il 2010 in Campania 5.645 insegnanti a casa NAPOLI - I tagli alla scuola sono una mazzata per la Campania. Entro il 2010, saranno 5.645 le cattedre in meno: il 15,2% sul totale, cifre che non hanno uguali in tutta la Penisola. E´ nella nostra regione che il governo ha concentrato il maggior numero di ridemensionamenti, qui, dove la popolazione scolastica sfiora un milione di alunni (969.511 per la precisione). Il dato è significativo: il 40% dei tagli voluti dal ministero si concentrano al Sud, in Campania, in Calabria, in Puglia ed in Sicilia, ed i sindacati già parlano di sproporzione delle scelte. Sarà battaglia, ma ormai le certezze inducono al pessimismo, visto che il governo ha già deciso la riduzione totale di 37mila docenti subito, e un ulteriore taglio di 5mila insegnanti entro il luglio 2010. In totale, i tagli previsti manderanno a casa 43mila docenti e per la Cgil è una decisione "sconsiderata e assurda". Un "attacco al diritto di studio e alla qualità dell´istruzione pubblica". Critica anche la Uil che somma ai 43mila docenti "i 15mila non docenti che perderanno il lavoro alimentanto l´universo della precarietà". A farne le spese anche 245 presidi e a pagare il prezzo più alto saranno le medie inferiori dove si perderanno progressivamente 15mila posti di lavoro. Cambia anche il numero minimo di studenti nelle classi primavera (15) e quello massimo di alunni per una classe di scuola media (28). Il Partito Democratico insorge: "Scelte decise a Roma, senza ascoltare le esigenze delle regioni. Il governo si fermi, perché questa non è una politica dei tagli ma una devastazione inattuabile". |
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