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28 gennaio 2009 Scuola, giallo sul voto in condotta La Gelmini: "Valuteranno i docenti" Il ministro: «Agli insegnanti la decisione caso per caso su come applicarlo» La Stampa 28.1.2009
Questa mattina un'ulteriore precisazione: «Lasceremo alle scuole, alla valutazione degli insegnanti, caso per caso, come applicare il voto in condotta e dunque decidere l’esito finale», dice il ministro pur ribadendo che il voto in condotta farà media e che dunque «è priva di qualsiasi fondamento la polemica nata su un ipotetico passo indietro del Ministero su questa questione». «Il voto in condotta - ha spiegato la Gelmini a margine di un convegno di "Treellle" sull’istruzione tecnico - è una misura utile per contrastare il bullismo e affermare la necessità di una scuola che, accanto alle varie discipline, insegna anche i comportamenti più corretti». Tuttavia nella circolare del 23 gennaio scorso (n.10) il ministero non ha chiarito il senso della disposizione contenuta nell’articolo 2 della legge 169/2008 in base alla quale «la votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente». Se con il 5 in condotta la sorte dello studente sembra ormai scontata - bocciato - per il sei, il sette e gli altri voti la faccenda finora era meno chiara: il voto di condotta conta comunque? quanto? Fa media per i crediti scolastici dell’ultimo triennio delle superiori? La scena certamente è stata rubata dal cinque al quale è stato dedicato un apposito provvedimento. Ma la condotta non dovrebbe essere solamente considerata in quel voto che può far perdere l’anno. Ma i ragazzi non ci stanno. «Se così fosse, se cioè la modifica normativa introdotta tre mesi fa ha davvero voluto ripristinare solamente uno strumento preventivo e repressivo contro gli atti di violenza oppure creare una deterrenza verso gli atteggiamenti di bullismo - fa notare l’ultimo numero di Tuttoscuola - dovremmo considerare il voto di condotta soltanto per la sua valenza negativa. Le sue espressioni di voto positivo, dal dieci decimi in giù, sarebbero simboliche e ininfluenti, non degne di alcuna considerazione. La nuova condotta conterebbe sostanzialmente solo per il suo valore negativo, alla stregua di una sanzione disciplinare, perchè, fuori dal cinque non avrebbe alcun effetto». Mentre l’Unione degli studenti attacca sostenendo che la Gelmini «smentisce se stessa». Il ministro, nel convegno di oggi, ha quindi ammesso che uno tra i problemi da affrontare «è il venir meno di un rapporto fiduciario tra la scuola e la famiglia. C’è molto da lavorare - ha concluso - ma io credo che il voto in condotta sia un passo avanti nella giusta direzione». Il ministro dell’Istruzione ha poi assicurato che gli sms non sostituiranno i colloqui tra gli insegnanti e i genitori. «I messaggi sul telefonino -ha spiegato la Gelmini a margine del convegno- non rappresentano una novità perchè nella vita di ciascuno di noi vengono utilizzati ogni giorno. Credo che sia utile impiegarli anche nella scuola, ma non sostituiranno certo i colloqui tra professori e famiglie. Possono tuttavia essere - ha aggiunto - uno strumento utile per avvicinare i genitori alla scuola, conoscere la situazione scolastica dei propri figli e soprattutto le presenze e le eventuali assenze ingiustificate dei ragazzi durante l’anno scolastico». |
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