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Retromarcia del ministro dopo le critiche Gelmini s'arrende maturità anche con insufficienze "Ora basterà la media del sei". Tornano i voti esposti in bacheca Maria Teresa Martinengo, La Stampa 8.4.2009 TORINO La temuta «regola del 5», cioè la non ammissione alla maturità per una sola insufficienza, quest’anno non sarà applicata. L’ordinanza relativa all’esame di Stato emanata ieri dal ministero stabilisce, in attesa che il regolamento sulla valutazione degli studenti venga perfezionato, che restino in vigore le norme introdotte dal governo precedente: per presentarsi alla commissione sarà necessario aver ottenuto agli scrutini finali la media del 6. La disposizione dell’ex ministro Fioroni, che dunque sarà applicata per la prima volta, va comunque nella direzione della severità, ma non escluderà chi è arrivato alla fine del percorso zoppicando in qualche disciplina. Nell’ordinanza è anche specificato che non potranno sostenere le prove gli studenti che avranno a fine anno 5 in condotta. L’altra novità contenuta nel provvedimento riguarda il ripristino della pubblicazione del punteggio finale all’albo dell’istituto: nel 2008 era stata abolita, a tutela della privacy, con un lungo strascico di polemiche, sollevate dalle famiglie, per la mancanza di trasparenza nei risultati. Numerose le obiezioni sollevate dai presidi, come quella che sottolineava come solo due anni fa all’esame erano ancora ammessi tutti gli studenti, a prescindere dai voti ottenuti. O che solo dall’anno scorso è necessario saldare i debiti a settembre. Per finire, la «regola del 5» avrebbe costretto i consigli di classe a «barare», alzando i voti finali e presentando i candidati ai commissari esterni in modo non realistico, per evitare una vera e propria strage di studenti con colpe lievi. Un comportamento giudicato assai poco educativo, ma al quale le scuole avrebbero inevitabilmente aderito, inventando «bonus» di punti da «giocare» per ogni studente in sede di scrutini: un bonus che avrebbe alzato i voti in modo omogeneo, senza creare disparità di valutazione tra bravi e meno bravi. A rischiare la mancata ammissione all’esame, secondo i presidi, sarebbe stato il 70-80% degli studenti degli istituti tecnici e professionali (soprattutto nelle materie non professionalizzanti, come italiano o storia), il 40-50% nei licei scientifici e il 25-30% nei licei classici. Una prospettiva poco incoraggiante anche per gli obiettivi di risparmio del governo, che avrebbe dovuto prevedere in settembre una sorta di «sesto anno» per i non ammessi. |
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