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L’ingorgo valutativo di fine anno scolastico Tiziana Pedrizzi Il sussidiario.net lunedì 25 maggio 2009 In ogni finale di partita si fanno i conti e nella scuola i conti si chiamano valutazione. Quest’anno il finale è un Giano bifronte con una faccia – cui tutti si appassionano – rivolta al passato ed un’altra – molto negletta – che guarda al futuro. Cosa c’è di più semplice del voto numerico per premiare il merito e tornare alla serietà? E di ripristinare il principio che senza 6 agli esami non si entra? Il ragionamento possiede una sua logica: nei passaggi di fine anno si può pazientare e chiudere un occhio aspettando il recupero, ma quando si viene agli esami finali ed alle ammissioni agli stessi, non si scherza. E’vero infatti che mandare un messaggio di maggiore severità può innalzare il livello degli apprendimenti per una maggiore applicazione, ma ciò avviene entro certi limiti. E’ difficile pensare che, con tutti a scuola, tutti raggiungano un reale (e non adattato al contesto) livello di accettabilità in tutti i campi del sapere. E’ sempre successo del resto che agli scrutini una mano lavava l’altra ma una volta non c’era la necessità di chiarezza circa le reali competenze acquisite che c’è ora, quando tutti stanno e devono stare a scuola. Prendendo le cose sul serio, si innalzerebbero i livelli di ripetenza ad un livello stratosferico, con il guaio che sembra ormai dimostrato che ciò non serve a molto :La ipotesi più probabile anzi sicura nel nostro paese è quella di rendere totalmente illeggibili le certificazioni (voti) rilasciate dalla scuola, imponendo valanghe di falsi in atto pubblico. E quando pur per ragioni non di principio quali il timore di ricorsi si prendono decisioni ragionevoli quali quella sulla media dei voti per l’ammissione alla ex-maturità, la si pasticcia per la gioia dei polemisti ficcandoci dentro il voto di condotta. E’ all’orizzonte un mercanteggiamento da suk arabo ed un diseducativo uso ricattatorio del giudizio sulla condotta che invece richiede una giusta severità ed un giusto equilibrio. Le ammissioni agli esami fanno parte di quell’aura sacrale da società premoderna che continua nella forma ad accompagnare “esami di stato” svuotati di ogni credibilità dai loro stessi protagonisti, come dimostra l’uso che taluni fanno dell’istituto delle “eccellenze”. Il secondo volto di Giano è questo. Nella stessa settimana che vedrà infuriare una stucchevole discussione che si concluderà in una notte in cui tutti i voti saranno sei, parte il Servizio Nazionale di Valutazione per la 2° e la 5° elementare. Cosa c’entrano le valutazioni esterne degli apprendimenti? Cosa c’entra il Sistema Nazionale di Valutazione? E’ sbagliato dire che Lingua e Matematica sono tutto quello che la scuola deve dare, ma se queste mancano si costruiscono castelli di sabbia in riva al mare.Lo sviluppo delle abilità trasversali nei vari campi, l’acquisizione di un bagaglio culturale e la coltivazione dei più svariati interessi sono necessari, ma sono infausti se ad esse si sostituiscono. Nel sistema inglese ad opzioni aperte, scegliere Fotografia invece (non accanto a) Matematica, era un forte elemento di discriminazione sociale; fra le lamentele e gli alti lai delle associazioni progressiste degli insegnanti la Thatcher introdusse il National Curriculum che rese la Matematica obbligatoria per tutti anche se in dosi diverse. I risultati in Matematica e Lingua sono i migliori predittore dei futuri risultati negli studi e nella collocazione sociale ed in particolare la Matematica è meno collegata al background sociale perché il suo codice è diverso da quello linguistico che ne è al massimo condizionato. Valutare non significa bocciare. Il dottore buono fa l’ammalato morto. |
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