Si è svolta nella mattina del 5 novembre, presso la VII Commissione Istruzione della Camera, l’audizione delle organizzazioni sindacali sugli schemi di regolamento sul riordino dei Licei, degli Istituti tecnici e dei Professionali.
La Federazione Gilda Unams ha ancora una volta espresso i suoi dubbi non pregiudiziali, ma in relazione al merito delle innovazioni e al metodo con cui è stato seguito l’ intero iter di Riforma.
La Riforma avrebbe richiesto infatti tempi più distesi, in cui operare confronti con il mondo scolastico, quello politico e della società civile e non questa urgenza di portare a compimento a tappe forzate un riordino che sarà forse benefico per le casse dello Stato, ma che si mostra molto incerto per il futuro del Paese.
In breve, il progetto di messa a riposo di un modello di Istruzione tecnica e professionale che ha fornito validi apporti al progresso tecnico-scientifico del nostro Paese non ha, a nostro parere, motivazioni convincenti, se non quelle di intervenire drasticamente sull’ orario scolastico e sulle discipline.
La Gilda Unams conferma pertanto il proprio dissenso ad un inizio della Riforma, nelle prime classi di tutti i tipi di Istruzione superiore già dal 2010, e di una continuazione dei curricula in atto nelle classi successive, ma a orario decurtato.
Non spetta a noi ricordare che soprattutto la modifica degli indirizzi nei Tecnici e nei Professionali impone delle “conversioni” degli attuali indirizzi per le quali sono necessarie ponderazione e riflessione; che questi mutamenti devono tenere conto dei Piani regionali dell’ offerta formativa; che le famiglie devono avere un congruo tempo a disposizione per capire e per scegliere con cognizione di causa il futuro dei propri figli. Ora, è evidente che queste condizioni non ci sono e che non ci pare essere dal parte del Ministero quell’attenzione e quella cura ai diritti di formazione che sarebbero auspicabili.
Di seguito il parere presentato nel corso dell'audizione.
Parere sugli Schemi di Regolamento.