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26 marzo 2009

«Subito garanzie da parte della Regione. Il 6 aprile mobilitazione per fermare il piano»

Terremoto scuola: in arrivo 5mila tagli al personale

Antonio Nasso

MILANO 26/03/2009 - E’ una mazzata quella che si abbate sulla scuola lombarda se saranno confermate le anticipa­zioni diffuse ieri dai sindacati sulla bozza di decreto intermini­steriale che definisce gli organici per il prossimo anno scolastico regione per regione. I dati parlano di circa quattro mila posti di lavoro in me­no in Lombar­dia, pari al­l' 11% del ta­glio comples­sivo naziona­le. Sul tema ie­ri è intervenu­to l'assessore Gianni Rossoni che si è fatto ga­rante con le parti so­ciali di un suo interven­to col ministro Gelmini per la copertura di tutte le richieste di tempo pieno effettuate dalle famiglie. L'assessore si è riserva­to di valutare possibili interventi economici a sostegno dell'occu­pazione dei precari: la verifica sugli effettivi tagli è rimandata ad un nuovo incontro, data l'im­minente emanazione del decreto.

Si valuteranno gli effetti in termini di tagli che produrrà in Lom­bardia, e conse­guentemente si tornerà dall'As­sessore per chiedere un im­pegno, anche economico, per far fronte alla grave situazione. Ma intanto la ma­novra mette in allar­me tutto il comparto, anche perché «le previ­sioni dicono che la popolazione scolastica andrà allargandosi di 11 mila unità nei prossimi anni e le richieste da parte delle fami­glie per quanto riguarda la scuo­la primaria a tempo pieno e a tempo prolungato sono aumen­tate rispetto all'anno scolastico in corso», fanno notare Fulvia Colombini e Fiorella Morelli, delle segreterie regionali di Cgil e Cisl.

«Potrebbero essere 5.060 i preca­ri (3998 docenti e 1030 Ata) della scuola che rischiano di non ave­re più un incarico in Lombardia. Il dato - si legge in una nota ­emerge da un'analisi condotta dalla Uil Scuola mettendo in relazione la previsioni di tagli, il numero dei probabili pensiona­menti, l'organico attuale e quanti hanno un incarico a tempo de­terminato» . Il segretario della Uil Scuola, Carlo Giuffrè affer­ma: «Con i tagli indiscriminati, fatti in via lineare si rischia di danneggiare sia la qualità del-l­'offerta formativa delle scuole e sia il lavoro del personale. Servi­rebbe, invece, un po' di tranquil­lità: assegnare organici adeguati alle scuole, per rispondere alle esigenze delle famiglie, e lascia­re all'autonomia degli istituti l'organizzazione del tempo scuola e della didattica».

E il malumore della notizia volge presto in polemica politica e lot­ta sindacale. Ieri il Pd lombardo ha annunciato che contro i taglia alla scuola «che penalizzano ol­tre agli insegnanti soprattutto i nostri studenti e le famiglie», sarà lanciata una mobilitazione il prossimo lunedì 6 aprile: «In tutte le province organizzeremo presidi, banchetti e volantinaggi davanti agli istituti scolastici in­teressati dalla scure della Gelmi­ni. In quell'occasione - prosegue il Pd - lanceremo anche una petizione popolare: una raccolta di firme per fermare questi tagli indiscriminati. A rischio, infatti, è il diritto allo studio e la qualità della formazione»