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il caso E cgil propone la soluzione: «va bandito un nuovo concorso» No ai presidi del Sud, polemica sulla mozione della Provincia di Vicenza Voto all'unanimità del consiglio: in meridione hanno un numero di dirigenti scolastici superiore al consentito Il Corriere della Sera 25.07.2009 VICENZA - «È un atto di natura politica, una presa di posizione: non credo ci siano pretese di altro tipo»: così la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto Carmela Palumbo definisce la mozione Pdl-Pd del Consiglio provinciale di Vicenza che chiede «pari opportunità» nell’accesso alle dirigenze scolastiche tra presidi del Nord e del Sud. La mozione vede un’inedita convergenza tra governo della provincia di centrodestra e opposizione, ed esprime la rabbia per l’eccedenza di idonei al ruolo di presidi, a causa delle sanatorie. «Mentre le regioni del Nord hanno rispettato il tetto massimo consentito dal ministero per il numero di idonei alle cariche di dirigente scolastico - spiega l’assessore alla scuola della provincia di Vicenza Morena Martini (Pdl), insegnante - altre, soprattutto al Sud, hanno un numero di abilitati maggiore rispetto al consentito e, avendo saturato le dirigenze nei loro territori, naturalmente verranno al Nord». «La nostra mozione non ha il dito puntato contro il Sud - prosegue - ma chiede al governo che nei prossimi concorsi ci sia un organo di vigilanza più attento: per il resto, attendiamo a braccia aperte i colleghi che hanno legittimamente partecipato al concorso». L’ultimo bando per dirigenti scolastici, riassume la direttrice dell’Ufficio scolastico, «prevedeva una prima prova che dava accesso a un corso di formazione cui dovevano essere ammessi un numero di candidati pari al numero di posti messi a concorso aumentato del 10 per cento, e un’ ulteriore prova dalla quale doveva risultare vincitore solo il numero di candidati pari al numero di posti decurtato del 10 per cento». Dopo molti ricorsi, una sanatoria ha invece ammesso al corso di formazione tutti gli idonei superando il tetto del 10 per cento, un’ulteriore sanatoria ha eliminato l’esame finale. Per l’Ufficio scolastico del Veneto, «i 69 posti vacanti di dirigente scolastico, su 725 istituzioni scolastiche della regione, saranno ricoperti dalle nomine in ruolo, per le quali stiamo aspettando il via ministeriale, e in alternativa da reggenze: chiederemo a presidi già di ruolo di assumere la reggenza anche di un’altra istituzione scolastica». Le leggi di sanatoria (nel 2006 e poi nel 2008) hanno consentito agli idonei di tutte le regioni di poter accedere alla dirigenza scolastica: il numero degli idonei nelle regioni del sud (maggiore che nel Nord) è dovuto al maggior numero di candidati che hanno partecipato al concorso grazie anche all’alto numero di ricorsi contro le esclusioni accolte dalla magistratura per sospensiva. Lo precisa la Flc-Cgil, nazionale e del Veneto, in relazione alla vicenda sollevata dalla mozione del consiglio provinciale di Vicenza. «Vorremmo ricordare che la scuola delle regioni come il Veneto o la Lombardia ha ottenuto ottimi riconoscimenti nelle indagini internazionali e crediamo che un contributo a ciò sia stato dato anche - osserva la Flc - da quell’alta percentuale di docenti e dirigenti meridionali che vi lavora. Altro è il discorso che inevitabilmente i dirigenti scolastici provenienti dal Sud cercheranno di rientrare nelle regioni di origine lasciando le scuole prive di direzione e da gestire a reggenza. Ma questo si verificherà per l’ultima volta con queste ultime immissioni in ruolo». La soluzione per la Cgil c’è. «A tutto questo - spiega - vi è un pronto rimedio: bandire a settembre il nuovo concorso per dirigenti scolastici secondo le nuove procedure (previste dal Dpr 140/2008) approvate dallo stesso ministro Gelmini nella identica versione predisposta dal suo predecessore Fioroni. E poi bandire i successivi con regolarità senza far passare un decennio fra un concorso e l’altro». |
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