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16 ottobre 2009 Le fiamme gialle smantellano un “diplomificio”per avere un diploma bastavano dai 3000 ai 5000 euro. I militari della Guardia di Finanza hanno scoperto un “diplomificio”. La base prevalentemente era a Gela, ma esistevano dei collegamenti con Licata e Catania, ma con molte ramificazioni in Sicilia e Calabria, gli istituti rilasciavano agevolmente diplomi di scuola secondaria, facendo apparire come effettivamente avvenute attività scolastiche quali frequenza, didattica o esami, mentre in realtà nulla di ciò era stato fatto dagli studenti. L'organizzazione era in grado di raccogliere una ampia fetta di studenti provenienti da tutta Italia che, attratti dalle facilitazioni. Nell’inchiesta sono stati coinvolti anche dei docenti che falsificavano registri ed esami, coscienti della scarsissima preparazione degli studenti. Sono oltre 400 i diplomi rilasciati illegittimamente sulla scorta di false attestazioni. Le persone denunciate sono oltre 200, ci sono anche due ispettori dell'ufficio scolastico regionale per avere, dietro compenso, omesso di rilevare evidenti irregolarita' che avrebbero negato la sussistenza dei requisiti di legge per il mantenimento dello status di scuole parificate. Fra queste, a Gela e' stato chiuso l'istituto paritario "Michelangelo". In manette i responsabili degli istituti: Emanuele Cassarino di Gela; Ernesto Calogero di Catania, Giuseppe Malfitano e Giovanni Rapida', entrambi di Licata. Ai domiciliari Patrizia Calvo di Rosolini, gestore di uno dei Centri Studi coinvolti e l'attuale presidente del consiglio comunale di Rosolini, Libero Lise di Cosenza, e Luigi Rizzari di Catania.
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