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Educazione differenziata: in Italia solo in 6 istitutiApCOM, 24.04.2009 Congresso a Roma: per Aprea famiglie devono poter scegliere Roma, 24 apr. (Apcom) - Le notevoli differenze psicologiche tra maschi e femmine nell'apprendimento e nel modo di relazionarsi dovrebbero indurre anche in Italia lo sviluppo dell'educazione diversificata in base ai sessi: è questo il messaggio giunto oggi dal secondo congresso internazionale sull'educazione differenziata, svolto a Roma presso la Biblioteca Nazionale, dal titolo "Modelli di scuola nel XXI secolo: la proposta dell'educazione personalizzata per ragazze e per ragazzi". Durante il congresso, organizzato con la collaborazione dell'Associazione pedagogica italiana (As.Pe.I.) e dell'Ufficio studi pedagogici delle scuole Faes, gli esperti che si sono susseguiti negli interventi hanno evidenziato come numerosi studi - di neurologia, genetica e psicologia evolutiva - abbiano ampiamente dimostrato come alcune differenze tra maschi e femmine siano innate e non create dalla società. Aperture in questa direzione sono giunte dal governo italiano, rappresentato da Valentina Aprea (Pdl), presidente della commissione Cultura della Camera: "Alle sterili polemiche in casa nostra, occorre sostituire uno sguardo al mondo ponendosi sulla strada degli studi pedagogici già realizzati da università e enti di ricerca internazionali". Secondo Aprea "ogni scuola dovrebbe poter scegliere la forma organizzativa che preferisce per raggiungere il risultato delle pari opportunità di studi" ed anche le famiglie "hanno il diritto di disporre per i propri figli di scuole che valorizzino le loro specificità". L'educazione differenziata in Italia coinvolge circa 5 mila studenti di diverse età, distribuiti in appena 6 istituti aderenti all'associazione Faes: un numero irrisorio se si pensa che in Francia le scuole differenziate sono 238 e nel Regno Unito addirittura 1.902. |
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