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21 gennaio 2009 Scuola, è Far West su valutazioni e voto in condotta. Protestano studenti e genitori dall'ANSA, 21.01.2009 Sul voto in condotta e sulla valutazione degli alunni "si fermi il delirio": la richiesta arriva dalla Rete degli studenti, alla luce di recenti episodi, ma anche dall'associazione Sos scuola (coordinamento di genitori-docenti-studenti). Le singole scuole, intanto, stanno correndo ai ripari: tanti consigli di istituto sono al lavoro per definire metodi e criteri che consentano di conciliare le indicazioni arrivate da viale Trastevere con quanto previsto dall'autonomia scolastica. Dopo le segnalazioni di Padova dei giorni scorsi, nuovi casi di uso "assolutamente improprio del voto in condotta" - sottolinea la Rete - arrivano anche da Roma, dalla Lombardia e dal Piemonte. E' di oggi la notizia che all'istituto Albertelli della Capitale il voto in condotta influirà sulla partecipazione alle gite, mentre all'Augusto verranno penalizzati gli studenti che hanno partecipato alle mobilitazioni contro il decreto Gelmini. "Tutte azioni improprie" contro le quali - avverte l'associazione studentesca - "combatteremo: i dirigenti scolastici non possono ergersi a giudici e persecutori". "Noi studenti - prosegue la Rete - vogliamo affrontare seriamente la questione della condotta, ma fermare questo clima dal far-west é necessario. Chiediamo che, come è successo in Veneto, il ministero tenga sotto controllo l'utilizzo del voto in condotta, facendo sì che la normativa venga rispettata. Ricordiamo quindi che il voto deve tener conto del percorso che lo studente fa, e non di episodi specifici, non fa media con gli altri voti, e deve essere dato in maniera collegiale per ogni singolo studente (non possono esistere punizioni collettive). Infine chiediamo che vengano privilegiate le soluzioni che permettano una crescita degli studenti e una riparazione degli errori: il voto come certificazione del danno non fa bene a nessuno". Sos scuola si sofferma, più in generale, sulla valutazione. "Ribadiamo - rileva in una nota - che la normativa del ministro Gelmini si riferisce esclusivamente alla valutazione 'periodica e finale': le scelte relative alla valutazione in itinere sono e restano prerogativa e responsabilità delle scuole e dei docenti. Inoltre è tuttora vigente un ampio repertorio normativo sulla valutazione orientata su criteri diversi da quelli del Ministero. La questione della valutazione non è qualcosa di formale ma incide nella sostanza dei processi di insegnamento-apprendimento". A parere dell'associazione "incentrare l'attenzione sulla sostituzione dal giudizio al voto, è solo un espediente per mortificare la valutazione riducendola al solo esito conclusivo, ignorando quanto di ben più significativo avviene mentre gli alunni imparano". |
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