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5 gennaio 2009 Valutazione: il parere del CNPI e la delibera di un collegio di Rodolfo Marchisio da Pavone Risorse CNPI ha bacchettato, pur nelle forme dovute, il MIUR anche sulla bozza di Regolamento sulla valutazione che doveva esaminare. In sintesi il CNPI: 1. “Prende atto” della situazione, ma non vuole che si ritardi ulteriormente per evitare problemi alle famiglie 2. Richiede coerenza con “la normativa sulla autonomia organizzativa e didattica riconosciuta alle istituzioni scolastiche dall’art. 21 della legge n. 59/1997 3. Richiama alla coerenza con la normativa già vigente e alla necessità di offrire “il quadro di riferimento normativo il più possibilmente chiaro, esaustivo e comprensibile da tutti, 4. Sottolinea il pericolo di esaurire nella valutazione degli apprendimenti quel processo e quel compito complesso che è la valutazione formativa “La valutazione ha assunto nel tempo un processo più ampio legato allo sviluppo formativo, cognitivo, sociale ed affettivo del bambino in una dimensione globale che comprende aspetti legati alla complessa personalità umana nei percorsi di apprendimento. La preoccupazione del Cnpi, pur nella condivisione delle finalità di principio riportate nei vari commi dell’art. 1 del regolamento, è legata al possibile rischio di ricadere nei limiti di un modello di valutazione meramente numerica … che, di fatto, potrebbe facilmente indurre all'eccessiva semplificazione delle strategie valutative.” 5. In merito alle certificazione delle competenze sottolinea la necessità di tener conto del Quadro europeo e del dibattito approfondito avvenuto in Europa, esprimendo dubbi sulla possibilità di procedere alla valutazione delle stesse con numeri. “In relazione alla certificazione delle competenze, si pongono due difficoltà: la prima, di carattere generale, perché in tutti i documenti dell’Ue, è espressa con articolati descrittori di livello; la seconda deriva dalla coesistenza della valutazione in decimi e la possibilità di articolarla in livelli, con il rischio che prevalga l’ovvia e meccanica corrispondenza tra “voto e livello”.” 6. Esprime dubbi anche sul “suggerimento” di estendere oltre la valutazione periodica e finale l’uso dei voti, cosa non prevista dalla legge stessa e vista la necessità di tenere “ben presente la distinzione tra momenti di verifica e azione valutativa “
7 .Vista la insistenza della bozza sulla collegialità si chiede come possa il maestro unico (come dice il Ministro nda) o prevalente (come dice il Presidente del Consiglio nda) essere in situazione di collegialità 8. In relazione alla scuola media “richiama con forza le competenze del collegio dei docenti in tema di autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo anche riguardo alla valutazione. Conseguentemente, fatto salvo quanto previsto dall’art. 3 della legge n. 169/2008, circa l’utilizzo dei voti numerici espressi in decimi nella valutazione periodica e finale, il collegio dei docenti deve essere messo in condizione di scegliere e sperimentare, con libertà professionale, se limitatamente alla pratica quotidiana, utilizzare il voto in coerenza con quanto sopra evidenziato ovvero nell’esercizio della sua sovranità in materia metodologica e didattica, ricorrere ad ulteriori strumenti e metodologie al fine di rendere più trasparenti ed espliciti le ragioni valutative.” Una delibera Alcuni giorni prima il collegio dei docenti della SMS Bobbio di Torino, con le stesse motivazioni, (alle quali rimandiamo) e sottolineando la necessità:
aveva deliberato, dopo intenso dibattito, il seguente quadro, da attualizzare attraverso indicazioni per i C. di classe di fine quadrimestre. In vista di una sperimentazione si spera piu’ organizzata, pur in una materia complessa e discussa, alcuni punti fermi si rendono necessari, per evitare che la prassi valutativa prenda derive in molti sensi pericolose e già in atto e che la valutazione formativa sparisca. Citiamo dal cap 5 del POF “In relazione alla recente normativa Il Collegio, dopo approfondita discussione,
In relazione alla valutazione periodica (scrutini) si è approvata la tabella di conversione e lo schema analitico di descrizione dei singoli livelli di giudizio (cfr allegati) Per quanto riguarda la valutazione globale: nella consapevolezza che la valutazione come l’apprendimento devono sempre essere dinamici e contestualizzati si ricorda che il giudizio globale deve descrivere il processo complessivo e prendere in esame:
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