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La corte costituzionale boccia il regolamento sul ridimensionamento scolastico Orizzonte scuola 03.07.2009 Per la Corte Costituzionale spetta alle regioni la competenza in materia di dimensionamento della rete scolastica. La Gelmini afferma: i punti giudicati incostituzionali sono marginali. La Corte Costituzionale bacchetta l'uso di regolamenti per la definizione del dimensionamento scolastico, indicando come strumento consono la "legge" che indichi norme generali, criteri, livelli e non che imponga tagli. Viene dunque annullata la norma dell'art. 64 del dl n. 112, convertito in legge 113 del 6 agosto 2008, che prevede il ricorso al regolamento per la definizione del dimensionamento scolastico. Ciò, almeno secondo un comunicato ministeriale giunto in redazione dopo le 21, non dovrebbe cambiare la sostanza dei provvedimenti assunti. Il Ministro difatti afferma che "per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità va precisato che nessuno dei provvedimenti attuativi del menzionato articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl. 154/2008. Per quel che riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato-regioni-enti locali. Per questo i punti giudicati incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati". |
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