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Gelmini bocciata dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

Gilda degli Insegnanti, 12.2.2009

PARERE SULLO SCHEMA DI REGOLAMENTO FORMULATO DAL CNPI

Oggi il C.N.P.I., riunito in adunanza plenaria a conclusione dei lavori svolti dalle commissioni della scuola dell'infanzia, della scuola elementare e media, ha espresso all'unanimità parere negativo sui regolamenti attuativi della riforma Gelmini.

Già nell´ordine del giorno approvato all´unanimità nella seduta del 17 novembre 2008, il CNPI aveva definito "destrutturanti" i provvedimenti sulla scuola che stavano per concretizzarsi con i nuovi regolamenti previsti dalle leggi n. 133 e n. 169 del 2008.

"Il principale motivo del parere negativo espresso dal CNPI - sostiene Angelo Scebba, componente del CNPI eletto nelle lista della Gilda - è che l'applicazione dei nuovi regolamenti abbasseranno inevitabilmente il livello della scuola italiana."

Le modifiche della struttura della scuola previste dai regolamenti sono tali che superano perfino quanto previsto dalla stessa legge, coinvolgendo nella scuola primaria e secondaria di primo grado anche le classi successive alla prima. "Questo significa - continua Scebba - che si cancellano con un colpo di spugna i progetti educativi in atto elaborati dagli insegnanti, vanificando il grande patrimonio di esperienze didattiche tesaurizzato in questi ultimi tempi.

Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, il CNPI non condivide l'inserimento dei bambini con anticipo rispetto all'età in quanto non viene così rispettato il "diritto dei bambini ad avere assicurati ambienti educativi "pensati" per la loro età", mentre sottolinea l´importanza dell´incremento delle "sezioni primavera", come previsto dall'UE. Positivo il giudizio sul mantenimento della contitolarità dei docenti nel modello a 40 ore settimanali.

Anche per la scuola elementare il regolamento della Gelmini supera la stessa legge 169/08 e il CNPI lo rileva esplicitamente nel suo parere. Infatti la legge prevedeva che il modello della classe affidata ad un insegnante e funzionante per 24 ore settimanali fosse una delle modalità organizzative. Ma il regolamento rende tale modello, nei fatti, l'unico praticabile, ad eccezione per il tempo pieno, in quanto i modelli a 27 o 30 ore settimanali saranno soggetti alla disponibilità dell'organico.

"Fatta la legge, trovato l'inganno - attacca Scebba - : ai genitori si dice che possono scegliere tra 4 modelli di tempo scuola ma in realtà poi ne trovano solo uno. E' come accade al supermercato con le offerte speciali: si cerca il prodotto messo in offerta nel volantino per poi trovare lo scaffale vuoto. Il vero progetto del Governo - chiarisce Scebba - è quello di garantire agli alunni delle elementari solo 4 ore di lezione al giorno. Il resto se lo paghino le famiglie".

Anche per la scuola media il CNPI denuncia che la riduzione del tempo scuola e l'impostazione rigida dell'orario di insegnamento provocheranno un impoverimento culturale. Impoverimento culturale che si accentua con l'insegnamento dell'inglese potenziato a discapito delle altre lingue europee. Il CNPI non è contrario al potenziamento della lingua inglese, ma deve essere fatto come attività aggiuntiva, con specifica dotazione di risorse professionali.
"Il nuovo impianto della scuola media - evidenzia Scebba - ha come unica finalità la riduzione della spesa, taglia le cattedre di lettere e di tecnologia e indebolisce fortemente le attività laboratoriali".

Anche per la scuola media il tempo prolungato viene fortemente penalizzato in quanto potrà essere autorizzato solo "nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia", indipendentemente, quindi, dalle richieste delle famiglie.

Il CNPI afferma che l´orario settimanale di 29 ore + 33 ore annuali da destinare ad attività di approfondimento di materie letterarie non trova alcuna giustificazione didattica e rende difficile la formazione delle cattedre di lettere, perciò propone di riportare l´orario degli studenti a 30 ore settimanali di curricolo obbligatorio con la possibilità di garantire con ore aggiuntive l'insegnamento della seconda lingua comunitaria.
Anche per la scuola media il tempo prolungato viene fortemente penalizzato in quanto potrà essere autorizzato solo "nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia", indipendentemente, quindi, dalle richieste delle famiglie.
Infine il CNPI chiede che, in ogni caso, il cambiamento dell'assetto ordinamentale della scuola media vada applicato con gradualità a partire dalle sole classi prime.
Ventidue dirigenti scolastici della zona Bassano-Asiago segnalano, con una lettera aperta, la grave situazione che si verrà a determinare nelle scuole con l'applicazione dei regolamenti del ministro Gelmini.

Ufficio Stampa Gilda Milano