intestazione

HOME PAGE INDIETRO

da La Repubblica 2 otobre 2008

Il commento della titolare dell'Istruzione sull'opposizione ai suoi provvedimenti
"Piccole frange che vogliono mantenere lo status quo: lasciamoli stare"

Gelmini: "Ci sono due Italie una lavora, l'altra protesta"

Berlusconi: "87000 insegnanti in meno ma non cacciati"
Quaranta milioni per le lavagne multimediali e innovazioni varie

La protesta davanti al ministero

ROMA - "Ci sono due Italie: quella che lavora, progetta e vuole essere pagata meglio. Poi ci sono piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo: lasciamoli stare". Nel giorno del "No Gelmini day", il ministro dell'Istruzione non lascia aperto neppure uno spiraglio alla possibilità di dialogare con chi si oppone ai suoi provvedimenti per la scuola. E commenta con toni stizziti la manifestazione inscenata da insegnanti, studenti e genitori davanti al suo dicastero.

E in serata, alla fine di una giornata caldissima sul fronte della scuola, premier e ministro provano a spuntare le lance della protesta. "Non ci sarà nessun taglio dei professori" come invece la piazza, e il solito Pd, si ostina a ripetere il premier. ''I leader dell'opposizione si sono inventati l'ennesima menzogna, la presunta cacciata di 87mila docenti. Non c'è e non ci sarà nessuna cacciata". Il numero corrisponde "agli insegnanti in meno previsti da qui a tre anni tramite pensionamenti e il blocco del turn over". Quindi non cacciati ma neppure sostituiti. Il risultato non cambia. Gelmini, dal canto suo, annuncia l'ingresso della scuola in rete grazie al progetto delle lavagne multimediali e a un investimento di 40 milioni di euro.

Oltre al "No Gelmini day", organizzato da una serie di coordinamenti romani, c'è stata oggi la protesta degli specializzandi dell'ultimo ciclo Ssis che chiedono l'equiparazione di trattamento con gli altri precari. Contestazioni che puntano ad allargare il dissenso contro la riduzione di risorse decisa dal governo sul fronte della scuola pubblica: una politica che si tradurrà in tagli all'organico che, anche attraverso il decreto attualmente in discussione alla Camera, porteranno alla riduzione degli orari, alla revisione delle classi di concorso, alla chiusura o all'accorpamento delle scuole più piccole e al ritorno al maestro unico.

Di fronte alle proteste il ministro chiude tutte le porte al dialogo e insiste sul concetto delle "due Italie". Accusando gli oppositori dei suoi provvedimenti di voler mantenere la situazione attuale: "Chi si limita a difendere lo status quo non fa un buon servizio per il futuro della scuola - dice la Gelmini - Bisogna avere il coraggio di cambiare perché la scuola come è oggi scontenta tutti, docenti e ragazzi".

Un cambiamento, annunciano premier e ministro Gelmini in conferenza stampa, arriverà già il prossimo mese. Si chiama lavagna multimediale, un investimento di circa 20 milioni di euro. Le lavagne saranno fornite alle scuole complete di videoproiettore e casse acustiche insieme a un pc portatile. L'agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica (ex Indire) organizzerà un percorso di formazione rivolto a 24 mila docenti di tutte le discipline per la progettazione di attività didattiche attraverso le lavagne multimediali. Insomma una specie di insegnante di sostegno per il maestro unico. Altre innovazioni riguardano poi le pagelle on line, l'aggiornamento dell'anagrafe scolastica, il collegamento delle scuole in rete. Per un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro.