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da TuttoScuola 14 ottobre 2008

Sciopero generale del 30 ottobre/1.
Convergenza di confederali e autonomi

Quello del 30 ottobre 2008 sarà uno degli scioperi a più larga adesione da parte delle diverse organizzazioni sindacali della scuola, confederali e autonome.

Raccogliendo la proposta di uno sciopero generale unitario per la fine di ottobre, lanciata per prima dall'autonoma Gilda degli insegnanti, i sindacati scuola confederali Cgil, Cisl e Uil e l'autonomo Snals, insieme alla stessa Gilda, hanno concordato la data dello sciopero e della collegata manifestazione nazionale di protesta a Roma per la giornata di giovedì 30 ottobre, ottenendo anche l'adesione dell'Unicobas. Non quella di Cobas e Cub, che scioperano da soli il 17, anch'essi con manifestazione nazionale a Roma.
Secondo queste organizzazioni la decisione degli altri sindacati di scioperare il 30 ottobre è "sconcertante" e giunge "fuori tempo massimo" perché "sorvola sullo scontro in atto in questi giorni e cancella la fortissima richiesta di unità nella data del 17, l'unico giorno efficace a disposizione".

Sarà interessante vedere quale sarà il seguito di questo sciopero, che i Cobas stanno preparando con cura e da tempo. Quello promosso dai concorrenti Unicobas per il 3 ottobre ha ricevuto scarse ma non insignificanti adesioni, soprattutto in alcune scuole romane. Segno di una forte disponibilità alla mobilitazione. Ma ad ostacolare lo sciopero del 17 sta ora il fatto che tutti gli altri sindacati, Unicobas inclusa, convergono sul 30 ottobre.

Sciopero generale il 30 ottobre/2. Fuori tempo massimo?

C'è da chiedersi, in effetti, quali effetti potrà avere uno sciopero che giungerà quando il decreto Gelmini sarà stato presumibilmente già approvato dal Parlamento, tenendo conto inoltre del fatto che il grosso dei tagli e delle altre misure di razionalizzazione della spesa sono contenute addirittura nella legge n. 133, approvata il 6 agosto 2008.
La ragione per la quale uno sciopero apparentemente fuori tempo massimo potrà rivelarsi efficace (dipende dall'esito che avrà) trae origine da un fattore tipicamente legato alla tradizione italiana nel campo del pubblico impiego, e in particolare nella scuola: l'esistenza, a valle delle leggi, di una fitta rete di norme secondarie (regolamenti, decreti ministeriali, circolari ecc.) dalle quali dipende in larga misura la concreta attuazione delle disposizioni legislative, e sulla quale i principali sindacati (e la burocrazia ministeriale) hanno sempre avuto voce in capitolo, spesso determinante ai fini della efficacia delle innovazioni.
Voce in capitolo che essi potranno continuare verosimilmente ad avere se e nella misura in cui lo sciopero e la manifestazione nazionale del 30 ottobre riceveranno un'adesione di massa, soprattutto da parte degli insegnanti.