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Le prove invalsi sono obbligatorie per decreto? Giovanni Sicali AetnaNet 28 Gennaio 2012
Il testo dell’articolo del Dl “semplificazioni”, approvato dal Consiglio dei ministri dopo una riunione di quasi sei ore., contiene, nella Sezione III, le “Disposizioni per l’istruzione” con i seguenti 7 articoli:
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Il testo del Dl, nei suoi tre commi, recita esattamente così:
Per la Gilda degli insegnanti, Nel decreto sulle semplificazioni le rilevazioni Invalsi sono dichiarate (c.3)"attività ordinaria di istituto" e così si intende attribuire alle scuole tutta la gestione delle prove Invalsi. In barba al CCNL ancora in vigore. La soluzione prospettata è assolutamente impropria nell´ assegnare ai docenti la responsabilità di gestire la valutazione esterna che deve spettare - per essere seria e credibile - ad un organismo esterno. Come è noto, i docenti hanno la responsabilità della valutazione interna e sovrapporre valutati e valutatori appare assolutamente fuori luogo. In una lettera inviata agli organi istituzionali, il Coordinatore nazionale Gilda, Rino Di Meglio chiede quindi di rivedere la norma che pare rispondere ad un´esigenza burocratica piuttosto che ad un principio di serietà.
Nel sito di Marco Barone Con un colpo di penna, il Governo, norma le prove dell'Invalsi, Ente di ricerca Pubblico, che può agire su mandato dei privati ed essere finanziato dai privati, per valutare il sistema scolastico e tutto ciò che vi è correlato, come attività ordinaria. Rende le prove dell'Invalsi come ordinarie con lo strumento del Decreto Legge che è in verità uno strumento straordinario. Poiché il Decreto Legge dovrebbe essere utilizzato solo in casi straordinari di necessità ed urgenza (Art. 77 Cost), chiedendosi però, a pena di inefficacia ex tunc dell'atto, la conversione in legge entro sessanta giorni (decreti legge). I decreti-legge, se non convertiti in legge entro 60 giorni, perdono efficacia sin dall'inizio. La perdita di efficacia del decreto-legge comporta la "decadenza" la quale travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge. Ma come ci ha mal-abituati il precedente Governo, l'abuso del decreto legge è divenuto strumento autoritario e ordinario con cui, senza alcuna preventiva discussione parlamentare, e confronto con le parti sociali, si impongono le proprie volontà, le proprie determinazioni. E visto che l'Invalsi era richiamato nel programma informale di Governo, la nota lettera della Bce, tal Governo bocconiano ha colto l'attimo per sferrare un micidiale attacco al sistema dell'istruzione pubblica. Mai e poi mai avrei pensato di dover difendere la Legge sull'autonomia scolastica. La Legge 15 marzo 1997 n. 59 - Capo IV - Art. 21 comma 9 afferma che "L'autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere". Essa si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche, e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l'eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti. Il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, regolamento attuativo della Legge sull'autonomia scolastica prevede al suo interno che l'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento. Visto e rilevato che i docenti, per far superare i quiz ai propri studenti e non correre il rischio di essere valutati negativamente, con i riflessi del caso, dovranno modulare la loro attività didattica sui quiz invalsi? Scuola nozionistica, scuola testificio, scuola lavoro. Questa è la scuola dell'immediato futuro? In termini di rapporti di fonti, il Decreto Legge dovrà essere convertito in Legge perché possa essere pienamente vincolante senza incorrere nella decadenza ex tunc degli effetti come maturati, e visto che le dette prove si svolgeranno a maggio 2012, il tempo per intervenire anche in sede parlamentare esiste. Altrimenti prevarrà il criterio cronologico, secondo il quale la legge successiva abroga la legge precedente che risulti in contrasto. E quindi, si rischierà certamente di compromettere la battaglia No Invalsi. Visto e rilevato che le prove dell'Invalsi, salvo per la classe III della scuola secondaria di primo grado, non possono essere considerate come attività riconducibili alle prestazioni indispensabili che la scuola deve garantire in caso di sciopero come ad esempio avviene per l'effettuazione degli scrutini e delle valutazioni finali; l'effettuazione di esami finali. (...)
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