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Milleproroghe:
ok commissioni a decreto.
Sì modifiche a pensioni

da ASCA, 20 Gennaio 2012

(ASCA) - Roma, 20 gen - Le commissioni riunite Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno dato il via libera al decreto Milleproroghe e hanno votato il mandato al relatore. Il provvedimento arriverà in Aula lunedi' 23, quando inizierà la discussione generale.

La novità più rilevante riguarda il sistema previdenziale sui lavoratori 'esodati' e 'precoci', che non saranno penalizzati. I relativi costi vengono coperti attraverso un innalzamento dell'aliquota previdenziale dei lavoratori autonomi, come prevede l'emendamento presentato dai relatori e approvato dalle commissioni. All'emendamento e' stata però aggiunta una clausola di salvaguardia, che prevede che nel caso in cui le risorse finanziarie non fossero sufficienti si potrà procedere anche con un aumento dei contributi che le imprese versano per gli ammortizzatori sociali.

Solo la Lega Nord ha votato contro, mentre il provvedimento ha raccolto il voto favorevole di tutti i partiti che sostengono il governo, anche dell'Italia dei valori seppur con ''riserva''.

Il ministero del Welfare - secondo quanto si apprende - si e' detto contrario alla soluzione trovata per la copertura economica della riforma delle pensioni e non e' escluso dunque che la copertura possa essere modificata durante l'esame del provvedimento alla Camera o al Senato.

Il via libera al decreto doveva arrivare ieri sera, l'esame invece e' stato prolungato di un giorno a causa dei problemi relativi al nodo pensioni “esodati”  e “precoci”. La soluzione individuata riguarda un aumento delle aliquote contributive pensionistiche che, a regime nel 2016, arriverà fino allo 0,15%. La modifica prevede un incremento dello 0,01% a partire dal primo gennaio 2013 delle aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computi delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigianali, commercianti e coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome Inps. Dal 2014 l'incremento sarà dello 0,04% a cui si aggiungerà un ulteriore 0,05% a partire dal 2015 fino ad arrivare allo 0,15% nel 2016.

In questo modo non ci sarebbero più penalizzazioni per i 'precoci' fino al 2017. Si tratta di quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni: ora potranno andare in pensione, fino al 2017, con 42 anni di contributi (41 anni e 1 mese per le donne) anche se non avranno compiuto i 62 anni di età. Gli “esodati”, cioe' quanti hanno sottoscritto un accordo con l'azienda in crisi per dimettersi, pensando di poter andare in pensione entro qualche mese, potranno andarvi con le vecchie regole e non con quanto era stato stabilito dalla riforma previdenziale, che li lascerebbe senza pensione e senza lavoro.